C’è ancora qualcuno che crede che un bombardamento, una guerra, un’aggressione, una uccisione mirata servano a “decapitare” un regime.
C’è ancora chi si fida delle bombe buone, delle pallottole angeliche, delle sante mine, dei missili di Dio che uccidono i cattivi e permettono ai buoni che sono deboli di diventare forti.
C’è ancora chi non vuole capire o non è capace di capire che le molle delle armi sono altre: petrolio, gas, potere, dominio.
Purtroppo in questo modo nascono entusiasmi posticci, maschere tragiche di felicità, illusioni marce di giustizia.
Non si esporta la democrazia perchè non attecchisce nemmeno con il migliore letame.
Non si impone la democrazia perchè già facendolo si è tutt’altro che democratici.
Ed è fondamentale sconfiggere le facce toste che non hanno il coraggio di dire la verità.
Che sono subalterne al profumo delle ingiustizie americane, delle vessazioni di Trump.
Questa America, gli Stati Uniti e Israele giustificano e aiutano chi nel mondo viola ogni legge.
Quanta ragione nelle parole di Lula che condannando giustamente e con forza l’invasione dell’Ucraina diceva che c’era un “però”.
E cioè che non condivideva la nostra ira armata perchè avevamo la coscienza piena di vermi avendo avuto comportamenti simili a quelli che aborrivamo.
A chi domanda “che fare?” non si danno ricette magiche, pozioni di salubre salvezza morale.
Si ricorda solo che oggi occorre ridare fiato alle organizzazioni internazionali nate, non a caso, dopo la seconda guerra mondiale.
E per farlo i popoli, la sinistra, i sindacati debbono farsi sentire.
Non ci sono scorciatoie, strade certe senza fatica.
Ma ogni piccola vittoria è un passo avanti.
Anche tornare ad avere in un Comune un Centro Pace ed un Assessorato alla Pace.


