lunedì, 17 Agosto 2026
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Mogliano e Venezia: un legame che attraversa i secoli

Dentro le storie che tornano a parlare


Scrivendo L’altra Mogliano, ho avuto modo di riflettere su quanto profondamente Mogliano e Venezia abbiano condiviso un destino comune. Nei secoli, splendore e decadenza, ambizioni patrizie e trasformazioni sociali hanno modellato ville, famiglie e istituzioni, lasciando un’eredità complessa che ancora oggi parla al nostro territorio. Il Settecento rappresenta il culmine di questa storia: un mondo di salotti vivaci, intrighi raffinati e dissolutezze eleganti, dove arte, politica e seduzione convivevano in un equilibrio affascinante.

In quel secolo si muovevano figure carismatiche, protagoniste di un fermento intellettuale sospeso tra Illuminismo e tradizione. Diplomatici, banchieri, papi, mercanti e intellettuali intrecciavano relazioni che univano la Terraferma ai palazzi veneziani, in un gioco di alleanze che superava i confini locali. Le ville erano scenari di ambizioni familiari e strategie sociali, specchio di un mondo che stava cambiando.

Con l’Ottocento, tutto mutò. Le ville non furono più abitate dai nobili del passato, ma da una nuova borghesia veneziana, arricchita dopo le guerre franco‑austriache. Priva del prestigio aristocratico, imitava gesti e abitudini dei patrizi, ostentando feste e villeggiature. Servile verso i dominatori stranieri e arrogante con i contadini, impose il proprio ritmo alla campagna moglianese.

Ogni autunno, quando le carrozze tornavano a Venezia, la campagna ritrovava la sua voce. Per i contadini era un sollievo: finivano i giorni di servitù e silenzi forzati, tornava la vita autentica fatta di lavoro e stagioni. Per tutto l’Ottocento, la borghesia insistette a imitare i nobili senza mai guadagnarsi il rispetto della gente di campagna.

In questo clima nacque la stagione del Risorgimento. Venezia, pur sotto dominio straniero, vide emergere voci nuove. Tra queste, Pietro Buratti mi ha colpito per la sua forza: poeta e patriota, denunciò servilità e oppressioni, restituendo dignità alla voce popolare.

Così, dalle luci del patriziato settecentesco alle ostentazioni borghesi ottocentesche, fino alle prime scintille risorgimentali, le ville di Mogliano raccontano una storia di trasformazioni profonde. Oggi rappresentano un patrimonio che continua a parlare, un’eredità fatta di grandezza perduta e di dignità contadina, che ancora plasma l’identità della nostra Terraferma.


(tratto da “L’altra Mogliano – Ville, vite e veleni in un territorio tra splendore e decadenza” di Ennio Tortato)

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