lunedì, 16 Marzo 2026
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Elezioni comunali 2026. Si vota a Venezia

Il 24 e il 25 maggio i veneziani saranno chiamati a scegliere il nuovo sindaco. L'eventuale ballottaggio sarà il 7 e l’8 giugno,

C’è proprio qualcosa di nuovo a tre mesi dalle elezioni comunali a Venezia.
Andiamo per ordine.
Ci sono due blocchi ed alcuni cespugli.

I cespugli ci sono sempre stati nella prima tappa del voto.
Erano prevalentemente a sinistra ma non solo, questa volta.
In ogni caso si battono per una percentuale molto bassa che in genere non supera le dita di una mano.
Lo scopo?
Semplice.
Ottenere un consigliere continuando quindi ad esistere come testimonianza e soprattutto riuscendo a contare nel secondo turno elettorale sperando in apparentamenti formali o informali con chi corre sul serio.
Mi si perdoni la rudezza del giudizio ma al nocciolo credo sia proprio così.

Ben diversa è la vicenda che riguarda gli schieramenti che possono vincere.
Come quasi sempre sono due: il Centro Destra oggi al governo della città ed il Centro Sinistra che da ormai 11 anni insegue la vittoria a Venezia.

Il Centro Destra ha quattro handicap evidenti.
Non può più presentare il Sindaco uscente che ha già svolto i due mandati possibili.
Si sta dilungando da troppo tempo sulla scelta del candidato sognando l’ex Presidente della Regione Veneto Luca Zaia e in contemporanea mettendo in pista sottufficiali locali qualificati ma di tono minore.
Ha alle spalle una difficile crisi giudiziaria che ha portato in carcere un assessore importante ed ha coinvolto perfino il primo cittadino con la richiesta di rinvio a giudizio.
Infine si ha la sensazione che questa giunta arrivi alla fine del suo mandato con il fiato corto: diminuzione drastica dei residenti, turismo dominante, giovani che se ne vanno, problemi enormi di sicurezza contraddistinguono le pagine dei giornali locali.

Certo bisogna anche considerare il valore ed il peso che il governo condotto per ben 11 anni assicura con legami e rapporti importanti costruiti nel territorio.
Non solo.
Pure ha una valenza il rapporto privilegiato con Regione e Stato che hanno governi dello stesso colore politico anche se spesso gli impegni verbali sono divenuti carta straccia come nel caso del rifinanziamento della Legge Speciale.
Basterà tutto ciò?

Il Centro Sinistra è forse un passo più avanti.
Ed anche qui per quattro ragioni.
Nelle elezioni regionali ha per la prima volta raggiunto e lievemente superato il Centro Destra nei voti attribuiti nel territorio veneziano.
Ha raggiunto una unità programmatica mai così vasta che realmente stupisce sia per il numero amplissimo dei riferimenti che per l’unità degli intenti.
Ha già espresso un candidato autorevole Andrea Martella Parlamentare, già Sottosegretario di Stato ed oggi Segretario del Partito Democratico nel Veneto.
Infine ha probabilmente imparato le lezioni del passato e affronta in maniera compatta la sfida.

Ovviamente è tutto da vedere ma oggi come oggi una cosa è certa.
Venezia è contendibile per la conquista del governo della città.

In questo quadro mentre occorrerà ancora attendere i vertici romani per capire il destino del Centro Destra si possono invece fare alcune prime considerazioni alla luce della presentazione del candidato del Centro Sinistra avvenuta nei giorni scorsi a Mestre al Candiani e che si ripeterà presto a Venezia nella città insulare.

Andrea Martella ha infatti fatto un intervento forte che penso di poter definire innovativo rispetto alla realtà che ci troviamo di fronte.
Ha usato alcune parole chiave: abitare, lavorare, proteggere, ricucire.

Abitare, ha detto, significa “ripopolare la città.
Riportare residenti in centro storico, a Mestre e a Marghera.
Garantire il diritto alla casa e governare il turismo.
Senza residenti non c’è città, c’è solo un fondale”.
E poi ha toccato il secondo punto: lavorare. “Significa creare occupazione di qualità. Rilanciare Porto Marghera, investire in innovazione e sostenere chi oggi è schiacciato dal costo della vita e dal lavoro povero”.
Ed ancora ha affrontato un tema spesso ritenuto minore ma di grande rilievo: proteggere.
“Vuol dire difendere laguna e ambiente, ma anche le persone.
La sicurezza è un diritto fondamentale: si costruisce con controllo del territorio, servizi che funzionano, presenza pubblica e coesione sociale”.
Tutto ciò, ha terminato Martella, deve avere insieme due ulteriori parole chiave: ricucire e rigenerare.
Ciò “significa unire centro storico e terraferma, riqualificare quartieri e spazi urbani dove oggi ci sono marginalità e degrado”.
Questo il sunto di un programma ampio e concreto.

Una ulteriore e finale considerazione. Nell’intervento compariva la voglia, la convinzione, il desiderio di ridare a Venezia un “destino”.
La cultura intesa come asse produttivo, la coscienza di non poter avere come unica prospettiva di sviluppo il turismo, la voglia di ridare un senso a Porto Marghera, la considerazione sul ruolo della ricerca e dello studio pensando alle Università, la “partecipazione” come metodo decisionale restituendo competenze e poteri a chi li ha persi come le Municipalità, definiscono la ripresa del desiderio di dare un senso alla comunità di Venezia, di Mestre, di Marghera e dell’Estuario.

E le parole che mi sono rimaste impresse alla fine dette volutamente piano, quasi sussurrate ma forti, immensamente importanti sono quelle con cui si è ripresa la vocazione di Venezia.

La sua internazionalità così passata in secondo ordine, così tralasciata negli anni.
A cui si lega un tema che già molti chiedono esplicitamente.
Città della Pace.

Tutto questo mi permette di trarre un pensiero finale.
Le condizioni per competere e riconquistare Venezia il Centro Sinistra le ha costruite.
Ora può farle diventare realtà.

Maurizio Cecconi
Veneziano, funzionario del PCI per 20 anni tra il 1969 ed il 1990. Assessore al Comune di Venezia per quasi 10 anni è poi divenuto imprenditore della Cultura ed è oggi consulente della Società che ha fondato: Villaggio Globale International. È anche Segretario Generale di Ermitage Italia.

1 COMMENT

  1. Martella dovrebbe riempire queste dichiarazioni con obbiettivi chiari: Porto Marghera? Portarci dentro, procedendo al disinquinamento, imprese votate alle rinnovabili coprendo i milioni di mq disponibili con pannelli fotovoltaici et similia e centri di ricerca a sostegno dei temi: rinnovabili e disinquinamento siti sensibili.
    Venezia non è senza la Laguna che la circonda; c’è il coraggio di affrontare sul serio il tema della sua salvaguardia, della Laguna intendo, e smetterla, mettere da parte, i continui tentativi di rosicchiarne, compromettere le sponde litoranee in nome di nuovi approdi/collegamenti colle isole e così via?
    Residenza in centro storico; si vorrà disincentivare i proprietari di residenza nella città storica a vendere/affittare ai turisti e rilanciare con pubblici aiuti la riconquista degli immobili da risanare riabitare?
    Lei conosce Martella, sarebbe interessante ottenere chiarimenti in merito. Cordiali saluti

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