Sono tra i biscotti più popolari di Venezia. Il loro nome è dato dal colore giallo dalla farina di mais (fioretto) con cui sono fatti.
“Zalo” in Veneto significa giallo.
Nacquero circa nel 1600 tra le province di Belluno, Udine e Pordenone, zone grandi produttrici di mais dove i mulini macinavano la farina finissima (il fioretto). I contadini scendevano a Venezia per vendere i loro prodotti tra cui questi deliziosi biscottini che subito piacquero tanto ai loro clienti che li mangiavano inzuppati nel Malvasia e nello Zibibbo. Ma gli scaltri “Scaleteri” (i pasticceri veneziani) ne copiarono la ricetta aggiungendo l’uvetta, molto amata nella città lagunare. Ancora oggi in molti ristoranti veneziani, a fine pranzo, vengono proposti accompagnati da un bicchierino di vino dolce.
Questa è la ricetta di quelli che preparo io, fedele alla tradizione.
Ingredienti:
- g. 150 di fioretto di mais + g. 150 di farina 00; oppure g. 300 di fioretto di mais (per chi come me è intollerante al glutine)
- g. 100 di burro
- g. 100 di zucchero
- g. 80 di uvetta
- ½ bicchiere di grappa o di acqua calda
- 3 uova
- 1 pizzico di sale
Mettere in ammollo l’uvetta nella grappa per una mezz’ oretta (o in mezzo bicchiere di acqua calda per chi non ama l’alcol). Intanto setacciare la farina col lievito, tagliare a pezzettini il burro, porre tutto in una terrina e via via aggiungere tutti gli altri ingredienti lavorando il tutto velocemente con la punta delle dita. Alla fine, introdurre anche l’uvetta ben strizzata. Mescolare bene e lavorare l’impasto finché risulta un bel panetto morbido. A questo punto si ricavano, sempre lavorandoli con le mani, dei biscottini ovali che vengono posti nella placca da forno facendo attenzione di distanziarli uno dall’altro. Cuocere in forno caldo 180 gradi per 12/15 minuti. Devono risultare dorati, non marroncini.
Prima di toglierli dal forno aspettare che si raffreddino.



