L’open day è una giornata di orientamento che le scuole inferiori, superiori e i dipartimenti universitari offrono ai futuri allievi in vista delle iscrizioni per il prossimo anno scolastico. Genitori e studenti incontrano i dirigenti scolastici e i docenti per conoscere le caratteristiche degli edifici, i programmi di studio e i servizi disponibili.
Nelle scuole dell’istruzione primaria, l’informazione riguarda soprattutto l’organizzazione scolastica (orari di frequenza, mensa, tempo pieno, insegnanti di sostegno, disponibilità di mediatori culturali per gli alunni stranieri). Le scuole di questo grado capaci di soddisfare le esigenze delle famiglie (conciliazione scuola-lavoro dei genitori) saranno attrattive. Questo è importante perché, a causa del calo demografico, cala il numero dei bambini e non sarà possibile attivare, in tutte le scuole, classi con il numero minimo di 15 alunni previsto dai regolamenti.
Plessi di istruzione primaria di quartieri cittadini o di comuni confinanti entreranno in concorrenza. In provincia di Treviso si prevede un calo di oltre 300 classi. Sarà interessante valutare la variazione delle iscrizioni degli alunni di scuola primaria e secondaria nei vari istituti di Mogliano Veneto in rapporto agli anni precedenti.
Nella scuola secondaria di secondo grado e nell’università, l’open day può aiutare a scegliere il corso di studi: umanistico, matematico-scientifico, economico, musicale e coreutico, sportivo. Un contatto diretto scuola-famiglia potrebbe aiutare a ridurre e, si spera, ad evitare scelte sbagliate. In Italia, il 30% degli studenti, cambia indirizzo di studio nei primi due anni di studi superiori, comunica il Ministero dell’Istruzione e del merito.
Luigi Einaudi (economista, Presidente della Repubblica dal 1948 al 1955) scrisse (1955) la dispensa “Conoscere per deliberare” che venne inserita nel volume “Prediche inutili” pubblicato nel 1959. Il consiglio di conoscere un dato argomento prima di decidere è sempre valido per tutti, giovani e adulti. Il danno prodotto da decisioni sbagliate sul percorso di formazione si ripercuote sia sul prolungamento degli studi che sulle spese delle famiglie e del Paese. La scelta della facoltà universitaria, poi, è importantissima per l’accesso al mondo del lavoro. Le esigenze del mercato del lavoro cambiano rapidamente ed è fondamentale conoscerle. In tempi non molto brevi, molte delle attuali attività lavorative manuali e intellettuali spariranno grazie al diffondersi di conoscenze scientifiche che produrranno tecnologie (vedi, ad esempio, intelligenza artificiale, robotica) attualmente in pieno sviluppo.
Per ora, in Italia mancano soprattutto tecnici e artigiani e gli istituti tecnici e professionali sono ancora poco frequentati perché genitori e studenti li considerano meno qualificanti, socialmente e culturalmente, rispetto ai licei. Confindustria, associazioni di categoria, imprenditori dei vari settori dell’industria comunicano spesso la difficoltà a trovare addetti a numerose attività cosiddette tecniche; l’elenco è lungo. Le liste d’attesa non sono presenti solo negli ospedali ma anche nelle officine e nei laboratori che svolgono interventi di riparazione o di controllo di elettrodomestici, mezzi di trasporto, impianti di vario tipo nelle abitazioni e nelle industrie.
Le attese più o meno prolungate esistono perché diminuiscono le “tute blu”, denominazione d’altri tempi che indicava operai e tecnici di vario tipo occupati in lavori manuali. Gli addetti a lavori cosiddetti intellettuali erano, invece, definiti “colletti bianchi”. Tutte le professioni richiedono, per essere svolte correttamente, conoscenze teoriche e capacità di metterle in pratica. L’aggiornamento deve essere costante nel tempo. I giovani non bastano a riempire i vuoti creati dalla cessazione dal lavoro in tutti i settori. Gli esperti di statistica prevedono che nel 2045 mancheranno 700.000 lavoratori di tutte le categorie e questa è la conseguenza del calo demografico in atto da anni.
La popolazione italiana invecchia in tutto il Paese. In Italia i residenti di 65 anni e oltre sono il 24,7% del totale, i giovani di 25-34 anni il 10,6%, i giovanissimi (0-14 anni) il 12,2%. Gli ultraottantenni superano numericamente i bambini al di sotto di dieci anni. A Mogliano Veneto l’andamento demografico rispecchia quello nazionale.
L’incontro tra scuole e famiglie grazie agli open day può aiutare a non intraprendere un percorso formativo inadatto alle proprie attitudini, a ridurre la dispersione scolastica e, in prospettiva, l’inattività dei giovani. I giovani che non studiano né lavorano dai 15 ai 29 anni sono il 15,2% del totale di questa classe d’età. La media europea (UE) è dell’11%.
Il costo umano ed economico per i singoli e la società in generale dell’inattività e della disoccupazione prolungata delle giovani generazioni (peraltro sempre meno numerose) non lo potremo sostenere a lungo. Informarsi adeguatamente prima di scegliere è necessario.


