UN GIALLINO MOGLIANESE

Perché il corpo di un alto funzionario delle Assicurazioni Universali giace in una buia stradina laterale al Terraglio? Quale orribile segreto nasconde il congelatore di Paolo, presidente degli Amanti della Musica? Cosa sta disperatamente cercando la nubile e anonima signora Zambelli inviata precipitosamente da Milano per una indagine interna segretissima? Sono solo alcuni degli interrogativi attorno ai quali ruota la nuova fatica letteraria di Otello Bison che questa volta sceglie la strada impegnativa ma affascinante del giallo, anzi del giallino.

L’Auditorium, uscito in questi giorni in libreria, nasce come un divertissement estivo dell’autore che “non aveva niente da fare” ma si presenta fin dalla prima pagina con un cadavere ingombrante che suggerisce a uno dei due protagonisti, Paolo, un diabolico piano di cui naturalmente non vi diremo nulla.

Lo stile è veloce, i dialoghi serrati e ironici come Bison ci ha abituato ma per tutto il racconto scorre una sottile tensione come nella migliore tradizione giallistica, una via di mezzo fra Agatha Christie e Fulvio Ervas.

Ci sono un sindaco preoccupato della sua immagine e un assessore altrettanto avido di inaugurazioni e tagli di nastro. C’è un placido locale stile fine Ottocento, luogo di incontri riservati e pettegolezzi gestito dalla simpatica Marianna famosa per i suoi dolci leggendari. C’è il posato e riflessivo Claudio vicepresidente degli Amanti della Musica coinvolto suo malgrado in qualcosa più grande di lui e anello debole del piano di Paolo.

Impagabile poi il dialogo tra Lucio, direttore del Diario parrocchiale, sempre alla vana ricerca di uno scoop nella sonnacchiosa cittadina e Matteo, giornalista che arriva sempre un minuto dopo gli altri colleghi: il loro elenco degli scandali e scandaletti locali pesca con malizia ed evidente piacere dell’autore nell’autentica cronaca moglianese di qualche anno fa.

La drammatica scena finale che vede protagonisti Paolo, l’assessore Coppi e il viscido Mentina delle Assicurazioni Universali vale da sola tutto il giallino.

E il cadavere da cui tutto è partito? Chiedere ai granchi blu della laguna.

Renzo De Zottis
Renzo De Zottis ha svolto per molti anni l’insegnamento nella scuola secondaria di primo grado. Attualmente scrive di storia, storia dell’arte e storia dell’automobile. Dalla metà degli anni Ottanta è presente sulle maggiori testate nazionali di automobilismo storico con articoli e servizi fotografici Nel 2019 ha curato la redazione dei testi per la mostra Lo stile dell’auto italiana al Museo M9 di Mestre. Fa parte dell’Associazione Italiana per la Storia dell’Automobile. Da tempo svolge conferenze a tema per l’Università della Terza Età di Mogliano Veneto e per l’Alliance Française di Treviso. Collabora regolarmente con il DiarioOnline e con l’Eco di Mogliano. Nel 2024 ha pubblicato con Otello Bison e Michele Zanetti il libro Zero, Un piccolo grande fiume. Nel 2025 uscirà il libro Macchine nel tempo. Piccole Storie di grandi automobili che raccoglie gli articoli apparsi settimanalmente nel DiarioOnline.

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