LA MAGIA DEI MONTI SIBILLINI [§ 2]

Continua con la seconda parte del viaggio sui Monti Sibillini di Donatella Grespi


Ci spostiamo nei pressi di Sarnano. Vicinissimo al centro abitato si snoda un bel percorso di circa 6 km. quasi interamente pianeggiante, adatto a tutti, chiamato la “via delle Cascate perdute”, una meraviglia della natura rimasta a lungo nascosta dalla vegetazione, sconosciuta persino agli abitanti del luogo e riscoperta durante il Covid, quando la gente cercava posti isolati per camminare. 

La prima che si incontra è le “Cascatelle” detta così perché meno scenografica delle altre. Per raggiungere la seconda cascata si deve percorrere un sentiero che è un tratto dell’antica via Lauretana, cammino religioso che collegava Roma a Loreto. Ad un certo punto si incontra una chiesa sulla sinistra, ben ristrutturata. La guida ci fa notare un particolare curioso e molto interessante. La chiesetta non ha porte sulle facciate, ma solamente due porticine sui lati.

Da una i pellegrini entravano, dall’altra uscivano, senza dover interrompere il loro cammino tornando in dietro. Per un sentiero in mezzo al bosco, e che costeggia un fiumiciattolo, arriviamo alla “Cascata de lu Vignatò” che prende il nome da una pozza che si trovava a monte e che i giovani utilizzavano come piscina per fare il bagno, sulla destra c’è un vascone  dove un tempo le donne di Sarnano facevano il bucato e venivano a prendere l’acqua fresca. Ci sarebbe anche una terza cascata, ma si è fatto tardi e viene buio presto, perciò, ci dirigiamo a Sarnano per visitare l’antico borgo.

Siamo parecchio stanchi e molti di noi, per raggiungere il centro storico che è sopra a un colle, preferiscono prendere l’ascensore. La cittadina medioevale, circondata da mura, è deliziosa. I vicoli in salita, le piazzette, le case, le chiese e i palazzi sono tutti costruiti in pietra cotta come pure il pavimento interno degli edifici. La visita pertanto, davvero suggestiva, vale la pena, Sarnano è anche famosa in quanto la leggenda narra che San Francesco, che si trovava in un convento vicino, scese in paese per dirimere una controversia tra i signori locali ed egli stesso, col suo cordone, disegnò il Serafino a sei ali, impresso nello stemma della città.

Il terzo giorno, che ci vede sulla via del ritorno, ha come meta la Riserva Naturale Abbadia di Fiastra nata per preservare le terre appartenute ai monaci cistercensi nel corso dei secoli. È un’area vastissima, tutta verde e protetta, dove si può camminare immersi in una natura non contaminata che ha come centro l’Abbadia di Chiaravalle fondata nel 1142 dai monaci di Chiaravalle di Milano.  L’interno merita senz’altro una visita.

La Riserva Naturale è un walking Park, paradiso di noi camminatori, un luogo veramente stupendo costellato da immensi prati verdi, sentieri, boschi.  Iniziamo il nostro percorso di 10 Km dal Parco della Vita denominato così perché un albero, che è il simbolo della vita per eccellenza, viene piantato ogni volta che nasce o muore una persona quasi a voler creare un ponte tra passato e futuro. Camminiamo in sentierini bianchi di ghiaia, perfettamente tenuti, per alcuni km., poi ci inoltriamo, imboccando un sentierino in salita, in un bosco ricco e lussureggiante.

Da entrambi i lati piante di ginepro piene di bacche e macchie di ciclamini violetti. Meraviglia!!! Lasciamo il bosco per tornare a camminare in vaste pianure dove ogni tanto incontriamo gruppi di gente a cavallo che procedono lenti, godendosi il panorama.

Ahimè alla fine del percorso è arrivata, però, anche la conclusione di questa splendida vacanza.  Cosa porto con me dai Monti Sibillini? Innanzi tutto, la scoperta di una regione che non conoscevo e ho trovato bellissima, la fatica della salita ripagata da posti e da panorami spettacolari, la cordialità delle persone, le nuvole (mai viste in vita mia così strane, così particolari) e infine il cibo che varrebbe da solo un intero articolo. È un cibo genuino, abbondante, generoso, fatto con i prodotti del territorio, dai salumi (dieci e lode al ciauscolo che è un salame morbido e spalmabile) ai formaggi, dal vino all’olio, dalle verdure al tartufo, dalla carne al pesce…  Ciao Marche! Il mio non è stato un addio, ma certamente un arrivederci.


La prima parte del viaggio sui Monti Sibillini di Donatella Grespi è stata pubblicata il 4/12/2025


Donatella Grespi
Nata a Venezia, ma da oltre trent'anni residente a Mogliano Veneto. Ex insegnate, ama moltissimo la sua città d'origine, viaggiare per il mondo, camminare in mezzo alla natura (pratica assiduamente Nordic Walking) e i libri. Da anni collabora attivamente con la libreria Mondadori e ne cura la pagina Facebook.

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