Oggi “Il diario online” propone il racconto, suddiviso in due puntate, del viaggio sui Monti Sibillini di Donatella Grespi
Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini è una vasta area protetta che comprende l’omonima catena montuosa e le aree collinari circostanti, dove borghi medioevali, chiese, castelli e abbazie, si integrano armoniosamente nel paesaggio. Ho avuto modo di conoscere questi luoghi, di cui a malapena sapevo l’esistenza e che si sono rivelati di una bellezza strepitosa, trascorrendo tre giorni di cammino con un gruppo della mia associazione di Nordic Walking, la Asd Now di Mogliano. Camminando si entra automaticamente nel paesaggio che ci circonda, si notano maggiormente colori, odori, atmosfere.
La prima tappa che abbiamo fatto arrivando da Mogliano è stata Tolentino, posta, come la maggior parte dei paesi in questa zona, sulle pendici di un colle. Il centro è piccolissimo, con viuzze strette e in salita. Pregevole è la basilica di San Nicola, importante luogo di culto. e il chiostro annesso, decorato di bellissimi affreschi. La sosta è però breve, la nostra meta è a poca distanza. Arriviamo a Camporotondo di Fiastrone e precisamente in località Colvenale dove ci attende la nostra guida, Luca Giacomazzi, che anni fa ha lasciato Castelfranco con tutta la famiglia e si è stabilito qui per aprire un’azienda agricola con alloggi, ma soprattutto, dato che è guida alpina, per condurre i camminatori alla scoperta del territorio.
Proprio dietro alla sua casa inizia un sentierino parecchio in salita che attraversa la sua proprietà. Il nostro percorso è costeggiato da alberi da frutto, viti, ulivi e profumo di menta. Arrivati quasi in cima ci imbattiamo in una minuscola cappella sconsacrata che ha sopra la porta un bassorilievo col leone di San Marco. Mentre prendiamo un po’ di fiato, Luca ci spiega che una leggenda narra che Camporotondo è stata costruita da esuli veneziani, tanto è vero che la Piazza principale si chiama Piazza San Marco e ha per stemma il leone alato.
Riprendiamo la nostra salita tra sentierini, strade sterrate e tratti di strada asfaltata. Dall’alto la vista è stupefacente: prati ancora verdi, altri ormai bruni, pochissime case sparse qua e là, colline ricoperte da alberi con chiome gialle, verdi, marroni, querce solitarie, boschi fitti e, sullo sfondo, le cime più alte dei Sibillini. In lontananza vediamo una croce, sopra ad una collina spoglia. E’ là che ci rechiamo per ammirare il panorama a 360 gradi. La guida ci fa notare delle orme di cinghiale sul terreno e spiega che ci sono anche lupi e volpi. Con un giro ad anello ritorniamo da dove eravamo partiti e Luca ci offre un aperitivo con vari assaggi di piatti della zona. Una vera e propria bontà.
Il giorno seguente in macchina ci addentriamo nel Parco vero e proprio e raggiungiamo il lago di Fiastra. È un lago artificiale alimentato dal fiume Fiastrone e da altri affluenti minori, realizzato allo scopo di fornire energia elettrica alla vallata. E’ un luogo affascinante che attira molti turisti per le sue acque limpide e azzurre e per il paesaggio che lo circonda. D’estate la sua spiaggetta si riempie di bagnanti, le sue rive di pescatori.
Ci rechiamo alla sua imponente diga, ma non possiamo fermarci a lungo perché soffia un vento fortissimo e gelido La attraversiamo però, perché è da qui che parte il sentiero che ci condurrà alla nostra meta: le Lame rosse. È un percorso di circa 10 Km tra andata e ritorno, abbastanza impegnativo, da trekking, che nella prima parte si snoda su una mulattiera di montagna in mezzo al bosco, con molti tratti in salita e qualche discesa. Qui notiamo tracce di lupi. L’ultima parte è invece costituita da un ghiaione che bisogna affrontare per arrivare a destinazione.
Non è facile camminare in salita con sassi che rotolano sotto ai tuoi piedi, ma tanta fatica è ripagata dallo spettacolo che appare all’arrivo: una catena di massi di colore rossastro, in quanto formati in prevalenza da ossidi di ferro, a forma conica, con pinnacoli e torri. Sono rocce sedimentarie di origine marina, che nel corso di millenni hanno assunto forme e colori straordinari in seguito a processi erosivi che le hanno scolpite. Il paesaggio ha un aspetto lunare, unico, e attira centinaia di escursionisti. Una sosta per riprenderci dalla fatica, per scattare numerose foto e poi si scende facendo molta, molta attenzione ai piedi che affondano nella ghiaia.
Nel pomeriggio, dopo uno spuntino in riva al lago, avevamo in programma un altro percorso ad anello situato ai prati di Ragnolo, località a 1500 metri di altezza famosa per la vista spettacolare che offre, ma il vento è aumentato talmente tanto di intensità, che non possiamo avanzare di un passo, ci sposta addirittura, così la nostra guida mette in atto il piano B e ci propone un altro itinerario.
La seconda parte del viaggio sui Monti Sibillini di Donatella Grespi verrà pubblicato domani venerdì 05/12/2025












