Maggio 1915.
La luna si riflette sulle acque del lago di Misurina, lungo le cui sponde sono accampati i soldati del 55° Reggimento Fanteria.
Da pochi minuti è stata diramata la notizia che fra qualche ora l’Italia sarà in stato di guerra contro l’impero austroungarico.
Alcuni soldati ne hanno approfittato per confessarsi, altri per scrivere a casa, altri ancora si sono radunati attorno ad un veterano della guerra di Libia, che li esorta a confidare nella Divina Provvidenza,
Il veterano si chiama Giuseppe Corazzin – Bepi per gli amici – ed è originale di Arcade.
Venticinque anni, Bepi è il secondogenito di quattro figli.
I suoi genitori sono Antonio ed Elisa Busoli; segretario comunale lui, maestra lei.
Diplomatosi alla scuola enologica di Conegliano, dal 1910 Bepi è impegnato nella difesa dei Diritti dei contadini, e nel 1921 sarà artefice di uno storico accordo sindacale con le associazioni agrarie, che le stesse vanificheranno poco tempo dopo.
Nel 1914 è stato nominato primo direttore laico de “La Vita del Popolo”.
Il vescovo di Treviso Monsignor Giacinto Longhin gli ha consegnato una copia dell’enciclica di Leone XIII “Rerum Novarum, enciclica alla quale Don Luigi Sturzo assieme allo stesso Corazzin si ispirerà nella fondazione del Partito Popolare.
Rimasto ferito sul Monte Sabotino, Bepi verrà riformato, potendo così riprendere la sua attività a Milano nel 1917, dove avrà modo di constatare le condizioni di vita dei contadini brianzoli.
Tornato in Veneto, sposerà Emilia Calderino e nello stesso anno fonderà la testata giornalistica “Il Piave” (1919), alla quale nel 1923 seguirà la fondazione de “L’Idea”.
Accanito oppositore del Fascismo, Bepi resterà vittima assieme alla moglie in cinta di un brutto pestaggio da parte di alcuni squadristi,
Pestaggio che provocherà la perdita del bambino.
Bepi Corazzin morirà nel Novembre del 1925 a causa di una peritonite, ed in occasione del centenario della sua scomparsa, sono stati promossi numerosi eventi per ricordarne la figura sia del sindacalista, che del cristiano.
Un cristiano, Bepi Corazzin, che ha vissuto la sua breve esistenza secondo quei dettami evangelici che oggi sembrano siano stati scalzati da un relativismo sempre più imperante.


