Abitando nelle vicinanze dello Zero, uno dei due fiumi di risorgiva che attraversano il nostro territorio, ho la possibilità, con una breve passeggiata, di avere la campagna a portata di mano con lo sfondo delle Prealpi e delle Dolomiti. Dalla riva destra la campagna mi permette una profondità di campo gradevole, segnata giusto in mezzo da un albero solitario, un olmo.
Alle sue spalle dovrebbe sorgere uno dei tanti impianti di fotovoltaico a terra che la nostra città sembra destinata a subire più che ad accettare. Soprattutto al tramonto questo olmo segnava un riferimento paesaggistico di notevole bellezza avendo alla sua destra, a un centinaio di metri, un fratello, e alla sinistra, più distanziata, una bella siepe alberata anche con esemplari di alto fusto.
Una visione rasserenante che per anni mi ha fatto sperare rimanesse intangibile.
Da qualche giorno quell’olmo non c’è più.
Sono rimasto molto colpito da questa sparizione, un altro colpo al nostro malandato paesaggio.
Gli alberi, come gli umani, si ammalano e il proprietario mi ha rassicurato sul fatto che l’abbattimento fosse ormai indispensabile.
Mi ha pure informato che sul posto stanno crescendo un altro olmo e una quercia, nei prossimi anni deciderà quale dei due potrà degnamente sostituire il defunto.
Girando le spalle, a qualche centinaio di metri, a sud di Piazza Pio X, giorni fa, a ridosso del Parco Caregaro Negrin, avevo notato la presenza di gru e materiale da costruzione in contemporanea al rinforzo di un tratto di sponda della Fossa storta. Un edificio era stato abbattuto e speravo si trattasse solo di un intervento del Consorzio di bonifica, invece ho scoperto che a ridosso del corso d’acqua e del Parco sorgerà un altro edificio, più basso, ma che farà sparire il poco spazio verde rimasto libero.
Ho pensato a quanto ci riferiscono gli esperti di come e dove costruire, una delle massime è: stare a debita distanza dai corsi d’acqua.
Mai come ai nostri giorni, sembra, esperti e scienziati sono tenuti in alcuna considerazione. Infastidiscono, vogliono rallentare economia, PIL, progresso.
Come diceva quel regista romano: –Continuiamo così, facciamoci del male!–


