Sicuramente è oggettiva la riduzione dello spazio pubblico che sottrae umanità alle nostre esistenze. Dai sociologi viene definito spazio del terzo luogo, per distinguerlo dalla famiglia e dal lavoro, dalla sfera privata e da quella economica. È la dimensione dove si sperimentano valori come gratuità, dono, inclusività: beni che, nel promuovere la nostra umanità con tensioni ideali verso libertà, giustizia, eguaglianza, assicurano la tenuta delle democrazie. Soprattutto costituiscono una tra le poche barriere contro lo sfrenato individualismo che attanaglia oggi la società avviata a diventare sempre più un aggregato disarmonico, di vicini che non si conoscono e non si parlano. È la massa anonima che popola i centri commerciali, è l’insieme delle solitudini provocate dall’irresistibile attrazione dei socia/ network, nonostante questi ci mettano in comunicazione con il mondo intero.
È possibile una via di uscita da questo isolazionismo di massa, da questa specie di asfissia comunicativa? Vi è un senso e, se del caso, come darlo al bisogno insopprimibile di stare assieme? Dove e come vivere e condividere spazi pubblici del terzo luogo? Come ridare speranza alla democrazia? Queste domande possono trovare spunti di riflessione, in un terreno poco esplorato di ricerca, in un’istituzione non valutata come merita: la biblioteca. Ad essa siamo debitori di una tradizione millenaria che ha accompagnato, nel succedersi delle epoche, il difficile cammino di democratizzazione della cultura. E vi è stato un momento importante in cui, nel nostro periodo postunitario tra Otto e Novecento, questa istituzione ha contribuito ad avviare un decisivo processo funzionale all’accesso alla cultura di masse popolari e diseredate, anche in virtù della sua conversione in biblioteca pubblica e financo, per una breve stagione gloriosa, in biblioteca popolare circolante.
Questo tipo particolare di biblioteca, il cui valore è generalmente misconosciuto, sarà un tema centrale nell’incontro previsto domenica 16 novembre alle ore 9,45 al teatro Astori in occasione della presentazione del libro di chi scrive, dal titolo “Spazio B Biblioteca e Democrazia. Il libro, la scuola, le biblioteche. Nascita e Origine della Biblioteca di Mogliano Veneto( 1882-1922)”
L’auspicio è che la risorsa biblioteca torni ad occupare spazio e ad animare la discussione soprattutto a livello politico, dove è stata spesso ed ingiustamente tenuta ai margini o, non di rado, piegata ad interessi di parte in periodi cruciali del nostro Risorgimento.


