Gli INCONTRI

“Sulla parete dietro il suo tavolo d’ufficio al Nuovo di Milano, Remigio Paone tiene una piccola lapide con questa scritta: «Dirigere uno stato è difficile ma ancora più difficile è dirigere un teatro». Sotto c’è la firma di un autore tedesco, di cui un visitatore pignolo volle un giorno rintracciare la biografia e le opere. Ma per quanto a fondo spingesse le sue indagini non riuscì a trovare nulla: non soltanto i titoli delle opere, dico, ma nemmeno il nome dell’autore, che non è mai esistito.”

Remigio Paone è una delle persone alle quali Indro Montanelli ha dedicato un ritratto per le pagine del Corriere della Sera nell’arco di una dozzina d’anni, raccolti per la prima volta in un volume nel 1967, poi ristampato nel 2004 con il titolo Gli INCONTRI (Bur, pag.476).

“Il volume”, come scrive nell’ AVVERTENZA il fondatore de il Giornale, “raccoglie (…) istantanee dei personaggi più rappresentativi e in vista del nostro tempo”, del calibro di Dino Grandi – passato alla storia per la presentazione dell’omonimo ordine del giorno al Gran consiglio del fascismo del 25 luglio 1943 che portò alla destituzione di Benito Mussolini – di cui Montanelli riporta il sunto di un’intervista avvenuta in Portogallo, dove egli era riparato all’indomani della seduta del 25 luglio 1943; Giovannino Guareschi – grande amico di Montanelli – del quale scrisse “Giovannino Guareschi ha compiuto nella vita molte imprese coraggiose. Ma nessuna il coraggio glielo impegnò così a fondo come quella di venire, una quindicina di anni fa a Milano”.

E ancora: Giovanni Agnelli, Anna Magnani, e altri personaggi che hanno scritto pagine importanti in ambito letterario, economico, storico, e dello spettacolo.

Non solo personaggi italiani, ma anche stranieri, come l’attrice francese  Cécile Sorel[1], che Montanelli vide “per la prima volta, di lontano, sul palcoscenico allestito nella corte d’onore degli Invalides per le feste celebrative del bimillenario di Parigi (..) Drappeggiata in una sontuosa cappa di Shiaparelli a strascico di lamé d’argento e porpora”; ed il capo del governo provvisorio russo all’indomani della rivoluzione d’ottobre del 1917 Kerensky[2], il quale non lasciò trapelare a Montanelli tutta la sua soddisfazione su come Stalin avesse eseguito i suoi ordini relativamente ad alcune misure prese dal dittatore sovietico.

Un libro, com’è scritto in quarta di copertina “che conserva intatta ancora oggi l’insuperata verve e intelligenza di Indro Montanelli”.

Un libro – a mio avviso- piacevole a leggersi.


[1]Cècile Sorel (1873-1966)  è ricordata per essere stata la regina dei palcoscenici di Francia, e per il suo abbigliamento vistoso che conferiva un  certo fascino.

[2]Aleksandr Fedorivič Kerensky (1881-1970), invano cercò di salvare la famiglia Romanov tentando di organizzarne la fuga all’estero. Scoperto da un membro del Soviet, Jakov Michajlovič Sverdlov, a Kerensky fu imposto il veto di ogni favoritismo allo zar.

Antonio Fabris
Classe 1974, da venticinque anni dipendente della Confcommercio di Treviso, vivo da sempre a Mogliano Veneto, e sono un appassionato di Storia locale. Fan di Giovannino Guareschi, lettore di libri sul Veneto, e sulla mia città, frequento, e collaboro, con il Gruppo Ricerca Storica Astori "Don Giuseppe Polo". Da un paio di anni a questa parte, mi sono appassionato anche alla storia del ghetto di Venezia, in particolare della letteratura ebraica (1558-1663).

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