Intervista alla consigliera comunale Margherita Lachin, candidata al consiglio regionale, che ringraziamo per la disponibilità e la gentilezza
Ci racconta come si è avvicinata alla politica?
In prima superiore ho partecipato alla mia prima manifestazione studentesca contro la riforma Gelmini della scuola, e così ho avviato una partecipazione attiva a livello scolastico.
Poi, una volta compiuti i diciotto anni, orgogliosa di ricevere la tessera elettorale, mi sono incuriosita di chi si era candidato alle elezioni politiche di quell’anno, volendo poi votare con consapevolezza e responsabilità. In quegli anni a Marcon stava nascendo una prima forma di circolo del Partito Democratico, e i miei genitori, vedendo questa mia curiosità, mi hanno portata ad una riunione del partito: così, dunque, è iniziato il mio percorso politico all’interno del PD e che successivamente mi ha portato a candidarmi a consigliera comunale e ad essere eletta per diversi mandati.
Parlando dunque della carica di consigliera che ha ricoperto per svariati anni, qual è stata l’esperienza più importante o significativa che ha vissuto?
Domanda difficile questa, ma probabilmente il secondo mandato è stato quello più importante, dove sono cresciuta di più. Durante il primo mandato ero in maggioranza, dunque ero circondata da compagni con molta più esperienza, e da loro ho imparato molto, ma durante il secondo, avendo la mia coalizione perso le elezioni, ero da sola all’opposizione insieme a Gianpietro Puleo. Dunque avevo una responsabilità più attiva e in prima linea.
La battaglia più significativa l’ho vissuta quando abbiamo bloccato sul nascere l’idea del Sindaco Romanello di portare Marcon dall’Ulss 3 all’Ulss 4, riuscendo in poche ore a raccogliere quasi un migliaio di firme che hanno portato l’amministrazione a fare un passo indietro. Ma ricordo con orgoglio anche l’intitolazione della nuova scuola a Tina Anselmi e più recentemente il blocco della proposta di questa maggioranza di rendere edificabile il parco di via Meucci, una battaglia importante che abbiamo vinto anche grazie ai miei colleghi Marco Casoni e Filippo Calce, per la salvaguardia di uno spazio importante per la cittadinanza.
Conosce bene Marcon, cosa ritiene necessario fare affinché si sviluppi al meglio in futuro? Crede che questi punti coincidano con quelli del programma per le prossime regionali?
La grande sfida per Marcon e non solo (a livello di competenza regionale), penso riguardi i servizi alla persona, perché, con tutte le difficoltà legate alle spese per il personale, al giorno d’oggi ci si appoggia molto al terzo settore. C’è anche il tema della sicurezza urbana integrata, forse più sentito in centri più grandi. A Marcon nello specifico servono i servizi socio-sanitari ed i trasporti, per renderla un comune interconnesso tra le sue frazioni e connesso con altri territori, a partire da Venezia, Treviso e Quarto d’Altino. Va ripresa l’idea dell’SFMR [NDR. Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale], rilanciando gli investimenti nel trasporto su ferro. Mi auguro, un giorno, di vedere realizzata la Grande Altino con un’unione tra Marcon e Quarto, magari estendendo il ragionamento anche a Mogliano Veneto (per legge si potrebbe, nonostante si trovi in un’altra provincia), unificando per potersi interfacciare con maggior decisione a ciò che ci riserva il futuro. Va, inoltre, sicuramente rilanciato il sistema sanitario della nostra Regione investendo nella medicina territoriale. Infine, da giovane candidata, dico che serve una Regione che faccia venire voglia ai giovani di restare, assicurando il diritto al lavoro, allo studio ed alla casa.
Nella campagna per le elezioni regionali è spesso apparsa in coppia con Gianluca Trabucco, consigliere comunale a Venezia. Perché questa scelta?
Conosco Gianluca da tanti anni e la vicinanza tra Marcon e Venezia ci hanno portato a confrontarci su temi comuni ai due territori. Nel caso del Bosco dello Sport, ad esempio, c’è una critica al finanziamento con soldi pubblici di strutture che poi andranno in gestione completa a soggetti privati, cosa mai successa prima d’ora. C’è da dire che il posizionamento è rimasto quello stabilito dalle precedenti giunte di centrosinistra. Rimane indubbiamente la volontà di capire quali opportunità si potranno cogliere da questo progetto per lo sviluppo del nostro territorio in termini economici oltre che infrastrutturali. Il dialogo con Venezia è e dev’essere costante. Altro tema importante è quello della mobilità. Abbiamo affrontato la questione della tratta 9E del bus ACTV, parlando anche con il consigliere del PD di Favaro (Baglioni). Abbiamo anche una sensibilità condivisa riguardo ai quattro grandi temi – scuola, lavoro, ambiente e salute – che si manifestano non solo nel Veneto, ma anche a livello nazionale e mondiale. Questi temi rappresentano pilastri fondamentali per i sistemi sociali e istituzionali.
Che consiglio darebbe ad un giovane che si sta affacciando al mondo della politica?
Il mio consiglio è quello di informarsi sempre, avere un giudizio critico e ascoltare chi ha più esperienza, perché da loro si può imparare tanto. Allo stesso tempo, è importante avere coraggio e passione, quelle caratteristiche che si hanno da giovani, necessarie per lanciarsi completamente in una battaglia. Io ho scoperto tutto questo prima con la scuola e poi prendendomi cura di ciò che mi stava più vicino: il mio comune. Se lasciamo sempre fare agli altri, saranno loro a decidere del nostro futuro. Credo che un giovane debba prendere in mano il proprio futuro, perché la politica influenza molto come esso si costruisce. Consiglio anche di fare un’esperienza in campagna elettorale, soprattutto nel proprio comune. È un’opportunità straordinaria: si conosce tanta gente, ci si mette alla prova e si impara moltissimo. A un giovane direi quindi di buttarsi e godersi l’esperienza senza paura.

Alessandro Vinciati. Studente. Nato a Conegliano e divenuto marconese all’ età di tre anni. Fluente in italiano, inglese e rumeno. Da sempre interessato a svariati ambiti: dalla Scienza alla Storia, dalla politica alla tecnologia ed ai motori. Membro del gruppo Giovani di Marcon.

Tommaso Syrtariotis. Studente di giurisprudenza presso UniPd Membro del Gruppo giovani Marcon e Giovane Democratico

Mihai Sirbu. Nato e residente a Marcon, studente presso l’istituto Bruno-Franchetti. Vari interessi tra cui la tecnologia, la storia e l’attualità. Membro del gruppo Giovani di Marcon


