Inauguriamo la nostra rubrica settimanale dedicata alle ricette partendo dal cuore della tradizione conviviale italiana: con l’aperitivo. C’è solo un drink che può aprire le danze: lo SPRITZ, l’aperitivo che più di ogni altro è diventato l’emblema del rito pre-cena in Italia e nel mondo.
La nascita dello Spritz è un chiaro esempio di ibridazione culturale.
La sua prima apparizione raccontano che risalga addirittura al 1500, a Venezia, in Arsenale. Ai carpentieri venivano concessi come spuntini una galletta e un bicchiere di vino, che, affinché non fosse troppo forte, veniva annacquato con acqua di fonte: il primo spritz bianco.
In realtà l’origine del suo nome è riconducibile all’inizio del 1800. La sua storia inizia durante la dominazione austriaca nel Lombardo-Veneto.
I soldati e gli impiegati asburgici, abituati a birre e vini più leggeri, trovavano i robusti vini veneti troppo forti per i loro gusti. La soluzione fu semplice: chiesero agli osti di “allungare” il vino con un po’ d’acqua. Questo gesto, apparentemente banale, diede il nome alla bevanda. “Spritz” deriva infatti dal verbo tedesco “spritzen”, che significa “spruzzare” (l’acqua nel vino).
Lo Spritz in questa fase era estremamente semplice: vino bianco (fermo o frizzante) e una spruzzata di acqua (o seltz).
La vera trasformazione, che ha portato lo Spritz a diventare il cocktail che conosciamo, è avvenuta all’inizio del XX secolo, con l’introduzione della componente amara (bitter).
L’aggiunta di un bitter ha conferito alla bevanda il caratteristico colore acceso e il sapore agrodolce che stimola l’appetito.
A Venezia, un ruolo fondamentale è giocato dal Select, un bitter dal gusto più complesso e speziato, creato nel 1920. La ricetta veneziana tradizionale prevede spesso Select, vino bianco fermo e seltz, guarnito con un’oliva.
L’Aperol, inventato dai fratelli Barbieri a Padova nel 1919, è diventato il bitter più diffuso a livello internazionale.
A partire dagli anni ’70 dello scorso secolo la combinazione di Prosecco, Aperol e Seltz/Soda ha iniziato la sua marcia trionfale. Questa versione, dal colore arancione brillante, ha conquistato prima il resto d’Italia e poi il mondo.
Oggi, lo Spritz non è più un semplice mix per alleggerire il vino, ma un cocktail riconosciuto e amato.
Nel 2011 l’Aperol Spritz è stato ufficialmente inserito nella lista dei cocktail dell’IBA (International Bartenders Association), consacrandolo a icona della mixology.
Sebbene l’Aperol Spritz sia la versione più celebre, lo Spritz è una vera e propria famiglia di drink che accetta diverse varianti di bitter (Select, Campari, Cynar, ecc.) o di vino (il Friulano in Friuli, per esempio).
In sintesi, lo Spritz è un delizioso ponte tra la storia imperiale e la moderna convivialità italiana, mantenendo nel suo nome l’eco di uno “spruzzo” d’acqua chiesto quasi due secoli fa.
Ecco la ricetta classica dello Spritz, l’aperitivo simbolo del Veneto, semplice e perfetto per ogni occasione.
Spritz classico alla veneta
- 3 parti di Prosecco (circa 90 ml)
- 2 parti di bitter (Aperol, Select, Campari o altri)(circa 60 ml)
- 1 spruzzo di soda o acqua frizzante (circa 30 ml)
- Ghiaccio in abbondanza
- 1 fetta d’arancia (o un’oliva, nel caso del Select) per guarnire
Preparazione:
- Riempi un calice da vino grande o un bicchiere old-fashioned con cubetti di ghiaccio.
- Versa il Prosecco per primo (così si mescola meglio senza far perdere le bollicine).
- Aggiungi l’Aperol.
- Completa con uno spruzzo di soda o acqua frizzante.
- Mescola delicatamente con un cucchiaino lungo.
- Guarnisci con una fetta d’arancia.
Negli ultimi decenni, lo Spritz ha conquistato il mondo. È diventato simbolo dell’aperitivo italiano, protagonista di campagne pubblicitarie internazionali e presenza fissa nei menu dei cocktail bar di tutto il mondo da New York a Berlino, da Londra a Tokyo.
Il suo successo è dovuto alla sua leggerezza, al colore vivace e alla capacità di evocare momenti di relax e convivialità.
È il drink perfetto per un tramonto in piazza, una chiacchierata tra amici, un brindisi improvvisato.



Treviso 02 11 2025 – Grazie di questo contributo…
L’Aperol una volta era per lo spritz delle signore: per gli uomini Cynar negli anni ’50/60 ed in seguito Campari. Comunque sempre con il limone, non l’arancio!