martedì, 20 Gennaio 2026
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Halloween è necessario.

O perlomeno Halloween è necessario all’economia. Anche in Italia produce un giro di affari di circa 300 milioni di euro soprattutto con la vendita di dolci, decorazioni e di altre attività d’intrattenimento come feste e manifestazioni. E non dimentichiamo anche i vantaggi nel settore agricolo grazie alla vendita dello sdentato simbolo di Halloween: la zucca.

Una festa su cui incombe inoltre, era ovvio, anche lo “spettro” (modo di dire) dell’aumento dei prezzi, un accertato 7%, le statistiche parlano all’incirca di una spesa di 60 euro per frugoletto travestito, caramelle comprese.

E nessun dubbio come questa tradizione anglosassone abbia superato come popolarità il nostro Carnevale con buona pace della sbandierata “identità”, basta confrontare gli scaffali pieni di adesso con quelli arlecchineschi a febbraio.

Ma quali sono le ragioni di questo “macabro” sorpasso? Il fascino del misterioso, del proibito di questa celebrazione celtica si sono ben coniugati con il trionfo del bambino “bene primario” nel nostro consumismo. In questa sera lo vediamo scortato da mamme entusiaste perorare dolcetti e scherzetti anche nei locali di Mogliano e accanirsi sui campanelli. Alle loro spalle una campagna pubblicitaria “spaventosa” a cui non sfugge nessuno, nemmeno le scuole.

Leggo di serate tematiche. A Venezia a palazzo Dario, quello della maledizione, si organizza un “Ghost tour”, qualsiasi cosa voglia dire, e un istituto scientifico di Trieste prepara nella notte “dimostrazioni terrificanti e reazioni chimiche da brividi”. Mah…

Qualcuno si oppone? Certo! Due episodi.

A Conegliano, nella parrocchia della Madonna delle Grazie, don Pietro porta i suoi fedeli in una marcia riparatrice nel cimitero in segno di riconciliazione con i defunti bistrattati dalla festa consumista. Niente zucche ma una tradizionale castagnata offerta dai ragazzi della comunità.

Altra parrocchia là vicino, quella di San Martino, il 31 ottobre festeggerà “Holy win” il “Santo vince”, tutti vestiti di bianco, si canta e si balla e si porta un piatto buono da condividere con gli amici.

Voi lettori da che parte state? Con Holy Ween o con Halloween?

Otello Bison
Otello Bison scrive a tempo pieno dividendosi tra narrativa e divulgazione storica. Collabora al “ILDIARIOONLINE.IT” su temi ambientali e locali.

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