MARCON – È veneziana solo sulla carta, ma nella sostanza vive un’altra storia. Marcon, comune di quasi 18 mila abitanti alle porte del capoluogo lagunare, è da tempo una sorta di “orfana istituzionale”: amministrativamente parte della Città Metropolitana di Venezia, ma legata ecclesiasticamente alla diocesi di Treviso, e priva di un’inquadratura politica territoriale coerente.
Una condizione anomala che genera più di un cortocircuito. Se dal punto di vista geografico e socioeconomico Marcon si colloca naturalmente nel tessuto del Veneto orientale, le strutture politiche e amministrative non lo riconoscono come tale. Non appartiene ad alcuna area omogenea definita, né rientra pienamente nelle politiche metropolitane veneziane, che da anni concentrano l’attenzione sulla Laguna e sui comuni del litorale.
Il risultato è un isolamento silenzioso: Marcon resta fuori dalle principali pianificazioni territoriali e dai progetti di sviluppo condiviso. Una marginalità che pesa anche sulla percezione identitaria dei cittadini, spesso divisi tra due riferimenti — Venezia e Treviso — senza sentirsi pienamente rappresentati da nessuno dei due.
A complicare il quadro è la giurisdizione ecclesiastica. Pur essendo in provincia di Venezia, il comune ricade nella diocesi di Treviso: una scelta storica, ma oggi sempre meno comprensibile. Le comunità religiose, i percorsi pastorali e gli eventi diocesani guardano verso nord, rafforzando un legame con Treviso che però non trova riscontro né nei confini amministrativi né nelle istituzioni civili.
“È come vivere in una zona grigia – raccontano molti residenti –: non siamo parte di nessuna realtà in modo pieno. Quando si parla di interventi regionali o di rappresentanza, Marcon non compare mai.”
Quella che dovrebbe essere una risorsa – la posizione di cerniera tra due aree importanti – si è trasformata col tempo in un fattore di debolezza. Mentre i comuni limitrofi si inseriscono in strategie territoriali chiare, Marcon resta in bilico, priva di un’identità amministrativa definita.
La domanda, oggi, è politica ma anche culturale: a chi appartiene davvero Marcon?
Fino a quando non si darà una risposta chiara, il rischio è che il comune resti ai margini, stretto tra due città che lo sfiorano ma non lo accolgono.


