La competizione, per l’habitat, per il cibo, per le femmine (se si è maschi), non è un’invenzione dell’uomo. Non è stato il “primate pseudo intelligente” a inventare il confronto scontro che determina infine un vincitore, ma è stata la Natura, o meglio, il Sistema vivente. La Vita stessa, infatti, per evolvere, progredire e perfezionarsi, necessitava della competizione, di vincenti e di sconfitti, anche se tutto questo può sembrare in antitesi con la visione idealistica di una Natura pacifica, armoniosa e sinonimo di pace e amore.
Se proprio si vuole analizzare scientificamente e con il necessario distacco emotivo, i dispositivi messi in atto dallo stesso Sistema vivente, si verificherà che esistono strategie di inimmaginabile ferocia, per far sì che prevalga la specie o l’individuo più idoneo, ad assicurare una continuità alla vita o alla stessa specie.
Discorso difficile, per cui citiamo un solo, emblematico esempio: quando un leone maschio sconfigge il capo di un branco (di una unità sociale) di leoni e ne prende il posto, il suo primo impegno è quello di uccidere tutti i cuccioli figli dello sconfitto. Questo per accoppiarsi con le femmine e procreare una discendenza portatrice dei suoi geni; dei geni del vincitore.
Tutto questo abbiamo scritto per affrontare il tema delle “specie vincenti” e per essere più precisi di quelle specie faunistiche che, grazie ad un lungo processo evolutivo, sono in grado di convivere con l’uomo e dunque di condividerne l’habitat, di esserne commensali e di resistere alle sue periodiche campagne di sterminio. Si potrebbe addirittura parlare, in questo caso, di “specie invincibili”, più che vincenti, in quanto dotate di grande resilienza, coniugata con intelligenza, frugalità e adattabilità estreme.
“Non dirmi! Ma esistono davvero?” Mi dirà a questo punto quello tra i miei sette lettori, cui ho stimolato l’immaginario. Ma certo e non solo esistono, ma le conosci pure, anche se non le hai mai considerate invincibili.
Partiamo dagli Insetti e citiamo come esempio le Formiche. Ebbene chi abbia dovuto confrontarsi con questi minuscoli esseri sociali, converrà che è più difficile sconfiggere una colonia di formiche che ha deciso l’assalto alla nostra abitazione, che affrontare un branco di lupi siberiani. In questo caso, infatti, neppure la guerra chimica alimentata dalla Monsanto, può avere ragione di questi minuscoli invasori.
Rimanendo nella Classe degli Insetti, poi, come non citare la blatta, che poi sarebbe il comune scarafaggio. Organismo resistentissimo e onnipresente, cui qualche anno fa è stato dedicato un cartone animato, che lo indicava come il solo sopravvissuto all’apocalisse nucleare con cui l’uomo, prima o poi, concluderà il proprio glorioso percorso nella storia naturale del Pianeta.
Anche tra i vertebrati, comunque, non mancano i vincenti assoluti. Tra i Pesci, ad esempio, ci sopravviverà il Carassio dorato. Il comune pesce rosso, non a caso di origine cinese – è la Cina che vincerà infine su tutti – resiste infatti nella fogna pura, che poi è l’acqua dolce del futuro: quella in cui si riverseranno i “reflui” prodotti da dieci miliardi di umani.
Tra gli Uccelli, almeno due sono le specie invincibili: il Colombo domestico e il Gabbiano reale. Il primo che colonizza gli edifici in abbandono, facendoli crollare con il peso del proprio guano; il secondo che nidifica sui tetti urbani, assalendo i tecnici delle antenne TV e rubando le brioches da cinquanta euro ai frequentatori del Caffè Florian di Piazza San Marco. Specie dotate, ambedue, di incredibile resilienza, per cui contrastarne la diffusione e la riproduzione, presenta costi assai elevati e risultati in genere sconfortanti.
Infine i mammiferi e anche in questo caso l’indicazione riguarda specie che ci sono assai familiari e che sono la mitica Pantegana e la Volpe. In una città, in una qualsiasi città italiana, ci sono in genere più cani, gatti e pantegane che umani. Mentre però cani e gatti moriranno di fame non appena l’uomo si estinguerà, le pantegane sopravviveranno, mangiandosi anche cani e i gatti.
Quanto alla Volpe, chissà; certo è che se è riuscita a colonizzare i tetti di Londra, riuscirà di certo a sopravvivere anche quando tutti i pollai dei contadini saranno stati svuotati.



Lucida analisi, poi si estingueranno, di conseguenza, anche gli animalisti!