Da cosa si capisce se un insieme di mura, mattoni, panchine, marciapiedi e strade è una città? Se c’è il municipio, la chiesa, il teatro, la farmacia, l’ufficio postale, la scuola e la libreria… ecco allora abbiamo una città. Senza questi elementi siamo ancora in un luogo indefinito, senza anima. E allora quando l’unica libreria di una città rischia di soccombere alle spietate leggi di mercato, proprio allora si può mobilitare una comunità per evitare il peggio. Nasce la speranza per un nuovo progetto che rilanci la cultura al posto di tamponare l’ennesima crisi.
Questo è ciò che sta accadendo a Castelfidardo, provincia di Ancona, nelle Marche. Lì, tra uno sguardo alle colline all’interno e un altro verso il mare a pochi chilometri, la storica libreria indipendente Aleph si trova ad un punto di svolta. Chiudere definitivamente o rilanciare? I due titolari, una coppia di appassionati lettori, in 26 anni di apertura si sono prodigati a radicarsi sul territorio con centinaia di presentazioni, interventi nelle scuole, eventi all’aperto, collaborazioni con tutte le altre associazioni, istituzioni e privati della zona. Oltrepassando i confini geografici, culturali e ideologici, la libreria si è trasformata in un punto di riferimento per generazioni di persone, per docenti, per studenti, per persone sole.
Ogni iniziativa culturale del territorio ha visto sempre la disponibilità e la partecipazione della libreria Aleph, sotto l’imperativo morale che se si vive una città è necessario contribuire; e loro lo hanno fatto quasi esclusivamente a titolo gratuito. Ma se l’unico modo di guardare ad un’attività, che passa dal commercio per diffondere e fare cultura, rimane il solo calcolo economico, allora significa che qualcosa si è rotto dentro l’anima delle persone. E allora Francesca e Moreno hanno deciso di chiamare a raccolta la solidarietà di tutti, un crowdfunding per salvare un presidio culturale, un pezzo dell’anima della città, un ponte di parole, un antidoto alla solitudine, una farmacia dell’anima.
La risposta non si è fatta attendere: dal primo giorno sono arrivate le prime incoraggianti risorse, che in cambio, a fine campagna, riceveranno delle ricompense in libri. E con un mondo che galoppa nell’individualismo, nella vergogna di mostrare le proprie debolezze, nel considerare l’economia l’unica religione valida, ci si è ritrovati con coraggio in una comunità che vuole rinsaldarsi intorno alla propria ragione di vita: condividere il pensiero, educare alla conoscenza e rinnovare un patto sociale intorno alla cultura. Cosa accumuliamo risorse a fare, se non le utilizziamo per migliorare il mondo che ci circonda? Ognuno farà la sua parte. C’è chi contribuisce con pochi euro, perché sta passando un momento difficile, e chi si scusa di versare cifre consistenti dicendo che sono troppo poche. L’umanità è bella quando è varia, molteplice e colma di diversità, ma capace di proiettarsi insieme verso un progetto comune.
E allora Francesca e Moreno hanno già deciso di non chiudere a fine anno. Ora l’impegno morale con la propria comunità è ancora più forte. Rimoduleranno la libreria per renderla economicamente sostenibile, apriranno un’associazione culturale per moltiplicare eventi, corsi, progetti con le scuole, spettacoli culturali con risvolti educativi. Naturalmente lo faranno in stretta collaborazione con le realtà del territorio, le aziende di tutta Italia e allargheranno le maglie delle iniziative ospitando autori, professionisti, esperti da ogni dove.
La campagna “Salviamo insieme la libreria Aleph” diventa così un esempio di come è importante non tenersi dentro i problemi, non arrendersi allo scoramento e alla depressione. Bisogna invece trovare con tutte le persone di buona volontà la forza di diventare qualcosa di ancora più utile ad una comunità umana, dove riconoscersi e provare a cambiare in meglio le cose del mondo. Un piccolo gesto può fare la differenza e portare finalmente un po’ di luce concreta dove ce n’è bisogno. Così si può entrare a far parte di chi non si rassegna al peggio, di chi non vuole unirsi al gregge di essere visto solo come cliente, un potenziale compratore che cerca di riempire con gli acquisti il vuoto d’anima e la paura che permea il nostro tempo. Aderire è semplice, anche da lontano. Basta collegarsi al link: sostieni.link/39124 e consegnare il proprio contributo.



Caro Benito
Cosa “fà città”??
L’elenco degli elementi essenziali che proponi a preambolo del racconto della libreria Aleph di Castelfidardo, è condivisibile ma qualcosa ancora manca..
Sai quale è il suo nome ? Eccolo
#biblioteca#
Questa strana cosa a tanti sconosciuta….
Mi auguro.. non a te!!!