Cento anni e dopo?

L’Istituto Gris è tornato al centro del dibattito moglianese proprio in coincidenza con il centenario della morte del fondatore Costante Gris. In occasione della ricorrenza si è discusso in villa del suo futuro. Giunta la sentenza, finalmente dopo otto anni, dal tribunale di Treviso, si apre così un dibattito non noioso ma con molte idee e molte preoccupazioni.

Si è anche collocata una targa sotto al busto con la partecipazione della famiglia che è arrivata alla sesta generazione e ancora si occupa del gioiello prezioso. Ci sono anche i due nipotini forse inconsapevoli di tanto passato. Ne parla per tutti Sandro Gris in una puntuale ricostruzione della gestione e sorti dell’Istituto. Anche lo storico Ennio Tortato porta un contributo, ma del suo intervento ne parleremo a parte. E del suo libro “Il sindaco”.

Il sindaco attuale Bortolato ha espresso l’attenzione della giunta per l’evolversi della situazione e in sala ben tre consiglieri dell’opposizione vagliano ogni dichiarazione.

Ma il mattatore dell’assemblea è stato sicuramente Giorgio Pavan che dal 2020 ha preso le redini integrando il Gris nella rete trevigiana dell’ISRAA, istituto per il servizio di ricovero e assistenza degli anziani. Le case di riposo insomma.

Il suo racconto, lui è bravo e ironico, comincia dall’arrivo a Mogliano, ci sono “solo” 28 milioni di debiti da ripianare, una cifra folle e strutture fatiscenti. Invece l’Istituto rilancia: aumento del personale di assistenza, 12%, taglio di servizi sovrastimati “esempio cucina” e un’idea ben precisa. Il Gris deve continuare ad essere una risorsa per la comunità moglianese, deve offrire laboratori, visite, assistenza. Insomma, deve diventare o integrare il distretto sanitario.

Pavan, il direttore Giorgio Pavan, chiarisce un paio di cose essenziali. A cominciare dalla questione più controversa: cosa vendere? Il tribunale ha ribadito che i due settori di servizi, anziani piscina eccetera di via Tomasini e Mocenigo rimangono pubblici, mentre si deve piazzare la villa con le barchesse per ripianare i debiti. Obbligo istituzionale, e stop. Sull’acquirente si vedrà, appuntamento con l’asta a metà novembre.

Materiali e argomenti per la Commissione Consiliare straordinaria che si riunirà mercoledì alle 18,30. Streaming?

Sollecitato interviene anche il dottor Rigoli, importante dirigente dell’Ulss, diventato famoso per il suo contenzioso poco pacifico con Crisanti. Fa una dichiarazione importante, qualsiasi ipotesi sulla villa barchessa è possibile ma sicuramente i prelievi torneranno a Mogliano Veneto in centro nella futura “Casa di comunità”. Mormorii dei moglianesi in sala.

Dopo la collocazione della targa (vedi foto) ecco il rinfresco con sorpresa. Agostino Zanardo ne tesse le lodi: ci sarà la polenta, con il musetto ehm, a rappresentare il cibo dei poveri, dei pellagrosi e accanto i “zaeti” a simboleggiare le condizioni dei borghesi.

Cara vecchia e saporita lotta di classe.

Otello Bison
Otello Bison scrive a tempo pieno dividendosi tra narrativa e divulgazione storica. Collabora al “ILDIARIOONLINE.IT” su temi ambientali e locali.

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