Verso le elezioni regionali, conosciamo Paolo Galeano

Il 23 e 14 novembre ci saranno le elezioni per eleggere il nuovo presidente della Regione Veneto e il nuovo Consiglio Regionale.
IL DIARIO ONLINE intervisterà alcuni fra i canditati più radicati nel nostro territorio

Buongiorno Paolo e ben trovato: ti farò alcune domande che potranno servire ai lettori per conoscerti meglio, anche se sicuramente sapranno che sei stato prima segretario del circolo locale del PD di Preganziol e, poi, consigliere comunale dal 2009 al 2014; quindi hai fatto il grande salto con la candidatura a sindaco e la vittoria nelle elezioni comunali del 2014, che hai bissato nel 2019, quando molti dei comuni limitrofi hanno visto le sconfitte delle coalizioni di centrosinistra. Dal 2024 sei assessore a bilancio, sport, lavori pubblici e manutenzione del Comune di Preganziol in seguito alla vittoria della candidata sindaca della coalizione di centrosinistra Elena Stocco e, nel frattempo, hai corso alle elezioni nazionali del 2022 come candidato nel collegio uninominale per il Senato di Treviso e Belluno, venendo sconfitto da De Carlo, il coordinatore veneto di Fratelli d’Italia.

Visto che la nostra testata è nata a Mogliano Veneto, ti chiedo quale è il tuo rapporto con questa città, nella quale so che hai vissuto.

Ho vissuto a Mogliano sino agli 11 anni, ho fatto quindi le medie a Preganziol ma poi, per ragioni calcistiche (giocavo con la Pro Mogliano), di studio (ho frequentato il Liceo Berto) e anche di amicizie, almeno sino ai 19-20 anni, il mio baricentro è stato in questa città: per questi motivi, ho mantenuto molti contatti a Mogliano. Ci sono anche ragioni familiari per cui continuo ad essere legato alla vostra città: qui ho conosciuto mia moglie Sandra, con la quale sono sposato da 15 anni.

Da sindaco, poi, ho avuto occasione di lavorare con l’Amministrazione di Mogliano su alcuni fronti comuni: con l’ex Sindaco Arena abbiamo portato avanti una battaglia sulla tassa di soggiorno per la OGD (Organizzazione di Gestione della Destinazione) e, nel 2015, abbiamo affrontato la questione della interruzione della linea 8/E, che da Mestre si fermava in stazione a Preganziol: l’azione comune ci ha permesso, in quest’ultimo caso, di ripristinare nel 2018 la tratta diretta sino a Treviso. Con il Sindaco Bortolato ci siamo spesso trovati ai tavoli per la creazione del corpo di polizia intercomunale, azione che ha poi trovato la sua attuale realizzazione anche con il coinvolgimento del Comune di Casier. Abbiamo fatto però anche scelte diverse, come quando ci è stato chiesto un parere sull’insediamento di una struttura di grande distribuzione in progetto nel comune di Mogliano, ma in posizione limitrofa al Comune di Preganziol per la quale, in coerenza le scelte attuate nel nostro Comune, abbiamo dato parere contrario.

Abbiamo capito che sei stato un buonissimo calciatore, ma altre fonti dicono che lo sport è ancora un’attività nella quale non te la cavi male, giusto?

Più che buonissimo direi buono, ad ogni modo fino ai 19 anni sono stato molto appassionato di questo sport, che occupava le mie giornate assieme allo studio. Per me è stato molto importante questo percorso calcistico, perché ho avuto la possibilità di sviluppare nuove amicizie e perché ho capito la necessità di fare squadra, concetto che continuo a ritenere ancora oggi la cosa più importante, anche oltre i singoli giocatori.

In seguito, ho praticato anche ciclismo, corsa, e ora mi dedico soprattutto alle lunghe corse in montagna, quando ne ho l’occasione e la possibilità, visti i miei molteplici impegni familiari, lavorativi e politici. A giugno del 2026 ho saputo che avrò la possibilità di partecipare alla ultra-trail di Lavaredo, che prevede un percorso di 120 chilometri in montagna. Mi piace molto correre in questo ambiente, perché mi permette di stare da solo, a contatto con la natura, e guardarmi dentro più a fondo. Anni fa ho capito che bisogna essere preparati per affrontare la montagna, e quindi anche la vita, quando mi sono trovato a dover essere accompagnato a valle in elicottero con un amico, dopo che ci eravamo persi ad alta quota durante una ferrata: avevamo cercato di spingerci oltre le nostre possibilità e, in quel momento, mi è stato ancora più chiaro come bisogna riconoscere i propri limiti per cercare di migliorarsi e di come bisogna essere molto preparati in ogni ambito della vita, per poter affrontare al meglio i problemi e gli imprevisti che possono sorgere.

Perché hai iniziato a fare politica? Quali esperienze ti hanno portato a intraprendere questa strada?

Fino al 2005/2006 facevo l’animatore in parrocchia, che vedevo come un servizio alla comunità, una strada che ho sempre pensato facesse parte di me. Tuttavia, ad un certo punto, ho capito che questo servizio era rivolto solo ai parrocchiani, mentre io volevo essere utile a tutta la comunità, perciò sono andato dal Sindaco di allora, Franco Zanata, e gli ho detto che mi sarei messo a disposizione. Il refrain che si sentiva spesso in quegli anni era che i giovani non si occupavano di politica e allora ho pensato di dare la mia disponibilità: dal 2005 al 2008 ho, quindi, partecipato a vari incontri, consigli e riunioni per entrare in questo nuovo mondo. Nel 2008, quando si è formato il circolo PD di Preganziol, sono stato eletto come segretario (e qui devo ringraziare sia gli ex DS che Margherita per aver pensato a me come figura rappresentativa di un nuovo corso e “futuribile”) e poi, nel 2009, in occasione delle elezioni comunali, sono stato eletto come consigliere di minoranza. Questa esperienza mi è servita molto, perché i membri di minoranza erano tutti ex amministratori comunali e da loro ho imparato moltissimo.

Come hai vissuto il passaggio da consigliere comunale di opposizione a candidato sindaco e poi a sindaco nel 2014? E la rielezione?

Sicuramente, nel 2014, non sono stato l’unico nome vagliato per la candidatura a sindaco, e certamente la scelta ricaduta su di me si può definire coraggiosa, dato che c’erano altre figure di maggiore esperienza a disposizione. In quel momento, quando la scelta è caduta su di me, avrei potuto fare un passo e buttarmi nella nuova avventura per provarci oppure un passo indietro per ritirarmi; ho pensato ad una frase famosa attribuita a Goethe che mi piace molto (“Qualunque cosa tu possa fare, qualunque sogno tu possa sognare, comincia. L’audacia reca in sé genialità, magia e forza. Comincia ora.”) e ho deciso di essere audace e di accettare l’incarico. Nella prima vittoria, quella del 2014, ha sicuramente influito il momento favorevole del Partito Democratico, arrivato ad un 40% nei sondaggi, mentre nella tornata del 2019, quella della mia rielezione, la vittoria è stata forse ancora più bella ed importante perché solo io e il sindaco di Asolo siamo stati rieletti per il centrosinistra a livello provinciale (ricordiamo che il vento era cambiato e la Lega viaggiava al 35% a livello nazionale nei sondaggi). Forse però la vittoria di squadra più importante è arrivata con l’elezione di Elena Stocco, poiché è come se si fosse chiuso un cerchio per me, e ho visto che tutti gli sforzi fatti con i miei compagni di avventura ci avevano portato a mantenere il governo del nostro Comune anche oltre i miei due mandati.

Dal 2014 in poi ho imparato a gestire i tempi veloci della campagna elettorale, in cui tutte le decisioni devono essere prese in poco tempo e anche i tempi di governo, che possono essere più lunghi, soprattutto quando si tratta di affrontare temi e prendere decisioni con un forte impatto sulla città.

Quanti notti insonni da sindaco? Perché?

Sicuramente molte, soprattutto a causa del cambiamento climatico e di vari eventi che hanno sconvolto la città (alluvioni con conseguenti allagamenti, caduta di alberi, incendi, ecc.), ma anche dovuti a questioni più pratiche, come ad esempio la prima riorganizzazione degli uffici avvenuta nel 2015, che ha comportato scelte difficili e coraggiose. Non dimentico nemmeno alcune scelte urbanistiche di peso nell’economia della città e la chiusura della scuola elementare di Sambughè perché non a norma dal punto di vista antisismico.

Quali sono stati i valori più importanti che ti hanno guidato nei tuoi due mandati da primo cittadino?

Sicuramente, anche per la mia formazione in Giurisprudenza, mi sono sempre considerato una persona profondamente di sinistra, soprattutto per ciò che riguarda l’articolo 3 della nostra Costituzione, che al comma 2 parla del principio di uguaglianza sostanziale, e stabilisce come sia necessaria la rimozione di tutti gli ostacoli affinché tutte le persone possano avere le medesime possibilità. Continuando, i miei principi cardine sono stati la lealtà, l’onestà, la trasparenza e l’onore, in cui credo fermamente, soprattutto come servitore della “res publica”. Per finire, l’ascolto è per me imprescindibile, poiché è un metodo fondamentale per capire le esigenze dei cittadini e dei miei collaboratori, così come lo è l’imparzialità nel prendere le decisioni, anche e soprattutto quelle importanti, senza farmi influenzare dalla persona che c’è dall’altra parte. Sento forte in me il senso di responsabilità nel fare il massimo per lasciare alle nuove generazioni qualcosa di concreto e che non finisca coi miei mandati da sindaco o da assessore, bensì che duri nel tempo, come ad esempio il senso di comunità e di appartenenza a questa comunità.

Quali sono stati i temi più importanti che tu e la tua giunta avete deciso di portare avanti nei tuoi dieci anni di Amministrazione?

I cinque temi cardine dei miei dieci anni di Amministrazione sono stati la scuola, la pianificazione urbanistica sostenibile, la sicurezza idraulica, la comunità e la mobilità. Per ciò che riguarda le scuole, non possiamo pensare ad una scuola di qualità senza edifici decorosi e in linea con le normative vigenti e con servizi all’altezza e curati, per cui abbiamo sistemato tutte le scuole del territorio dal punto di vista strutturale, adeguandoli alle norme antisismiche e antincendi e migliorandone gli ambienti; manca solo la scuola media all’appello, ma il lavoro dovrebbe partire a breve. Abbiamo cercato di adottare una pianificazione urbanistica sostenibile, decisione che ci ha portato a compiere scelte anche molto difficili, ma che nella nostra ottica contribuiscono a evitare una eccessiva cementificazione del suolo e uno stravolgimento radicale del sistema urbano, con grande attenzione all’ambiente. Con orgoglio, dico che siamo stati il primo Comune della provincia di Treviso e il terzo a livello regionale ad approvare in Consiglio comunale, all’unanimità, nel 2019, la Dichiarazione sull’emergenza climatica, che dal nostro punto di vista non è solo un vuoto documento, ma una importante dichiarazione che sottende la nostra azione amministrativa. Per ciò che riguarda la sicurezza idraulica, sono state sistemate quasi tutte le grosse criticità presenti in varie aree della città e delle sue frazioni, con un solo intervento di rilievo ancora da effettuarsi. Sul concetto di comunità, come dicevo, abbiamo lavorato strenuamente per creare un forte senso di appartenenza, atto a costruire una rete di solidarietà comune e vere e proprie reti di collaborazione e di aiuto reciproco, nell’ottica di non lasciare indietro nessun cittadino, facendo sì che i cittadini sapessero che l’Amministrazione è presente. Sulla mobilità, ho già detto come ci siamo battuti affinché venisse ripristinata la linea 8/E, che ha permesso a molti studenti e pendolari di non dover cambiare autobus a Preganziol, con tutti i disagi annessi, e abbiamo lottato a livello regionale perché venissero ripristinate le tante fermate giornaliere dei treni che erano state progressivamente soppresse a Preganziol; alla fine siamo riusciti a riottenere 28 fermate in più al giorno, un grande risultato.

Quali sono quindi le motivazioni per cui hai deciso di accettare la candidatura a consigliere regionale?

Questi dieci anni da sindaco e quest’ultimo anno da assessore, nonostante siano stati molto faticosi, sono stati anni fantastici, che mi hanno fatto capire che mettermi al servizio della comunità è una cosa in cui credo molto e che vorrei portare ad un altro livello, per poter accelerare alcuni processi che, a mio avviso, non sono stati sufficientemente implementati, come ad esempio la sostenibilità ambientale, i trasporti e la pianificazione urbanistica, i temi insomma su cui io e la mia Giunta abbiamo basato la nostra azione amministrativa. E, poi, ci sono i tre macrotemi che più stanno a cuore ai veneti, ossia la sanità, il lavoro e la sicurezza: su questi temi, oltre a quelli già citati, vorrei impegnarmi in modo significativo, poiché queste sono tematiche quotidiani ed importanti per le quali i cittadini hanno bisogno di vedere la vicinanza delle istituzioni a tutti i livelli, e sicuramente la Regione è un livello molto importante.

Cosa farai in particolare per il tuo territorio di riferimento (provincia di Treviso), nel caso in cui venissi eletto?

Se avessi la possibilità di far parte della prossima consiliatura regionale, ho intenzione di continuare a fare le stesse azioni che facevo quando ero sindaco, cioè di ascoltare i cittadini e le loro esigenze e cercare di trovare soluzioni a problemi concreti. Per il nostro territorio, in particolare, è necessario lavorare per migliorare l’urbanistica e la mobilità: il consumo di suolo è un problema enorme della nostra Provincia e, in generale, della Regione, dato che siamo il territorio dove più suolo è stato consumato, proprio perché a mio avviso è mancata una pianificazione efficace e articolata tra i vari territori. Il dialogo tra i vari enti comunali deve essere il punto di partenza per evitare di replicare servizi che si possono trovare a pochi chilometri di distanza e che, spesso, determinano la creazione di nuove strutture con conseguente aumento della superficie sottratta al verde, nonostante ve ne siano moltissime di abbandonate. Sui trasporti penso ad esempio al piano della metropolitana di superficie (SFMR), che giace ancora inattuato, nonostante siano state create nuove stazioni e siano stati adeguati i marciapiedi delle varie fermate in previsione di quella che avrebbe dovuto essere una linea di interscambio continua e che avrebbe dovuto dissuadere il trasporto su gomma, un po’ come accade nelle città in cui è presente una rete della metropolitana o di trasporti pubblici integrati. Non dimentico infine la qualità dell’ambiente e la sanità, temi che mi stanno molto a cuore, poiché li considero fondamentali per l’oggi e per il domani, dato che coinvolgono la vita di tutti noi da tutti i punti di vista: per ciò che riguarda la sanità, è necessario tornare indietro rispetto al modello attuale, che si sta muovendo sempre di più verso una sanità privata, accessibile quindi solo a chi se lo può permettere: bisogna tornare a riversare tutte le risorse pubbliche in un sistema sanitario nazionale che, con nuove assunzioni ed eque retribuzioni per i propri lavoratori, garantisca a tutti l’accesso alle visite e alle eventuali cure nel più breve tempo possibile. Bisogna inoltre agire sui determinanti di salute, perché il ricorso alle strutture di cura si può evitare migliorando la propria qualità di vita, ma questo ovviamente è anche conseguenza di vivere in un ambiente più salutare e con minore tasso di inquinamento.

Dopo tutte queste domande ti chiedo quindi: perché gli elettori dovrebbero darti fiducia e votarti?

La mia esperienza decennale come sindaco, e il modo in cui l’ho affrontata, credo che sia il mio miglior biglietto da visita oltre gli slogan, perché molti elettori mi hanno conosciuto e credo mi abbiano apprezzato per l’onestà intellettuale, la lealtà, l’attenzione alla cosa pubblica e la capacità di decidere nell’interesse della cosa pubblica, anche andando oltre l’appartenenza politica: in effetti, se penso alle elezioni del 2019, ho vinto grazie ai voti di chi, pur non votando di solito per il centrosinistra, ha scelto di votare per me e la mia squadra. La mia credibilità si può, quindi, misurare sulla mia persona, sulle scelte che ho fatto durante gli anni di amministrazione e sulla capacità di affrontare e risolvere i problemi, contando sempre sull’ascolto dei cittadini. Ritengo che, anche nel caso delle candidature regionali, sia importante la conoscenza diretta del candidato. Come punti programmatici ribadisco che è fondamentale accelerare sui temi importanti come la sanità, il consumo di suolo, l’urbanistica sostenibile e la mobilità, garantendo un governo strutturale che si prenda carico delle problematiche dei veneti. So bene che i progetti del centrosinistra in Veneto hanno sempre avuto una grandissima difficoltà ad attecchire, ma speriamo che questa sia la volta buona e che la squadra di cui faccio parte, e che ha in Giovanni Manildo il candidato presidente, possa riuscire ad ottenere il migliore risultato possibile, grazie al lavoro e all’impegno di tutti in questi prossimi due mesi di campagna elettorale.

Un’ultima cosa… dato che la politica richiede molto tempo e dedizione, cosa dici alla tua famiglia?

Il più grande ringraziamento va a mia moglie Sandra, perché tutto questo percorso, fatto di moltissimo tempo tolto alla famiglia, non sarebbe stato possibile senza una profonda condivisione delle scelte di vita di entrambi, e a mio figlio Pietro: la sua nascita è stata per me un’occasione per gioire della vita e mi ha consentito di focalizzarmi su dinamiche domestiche e di crescita, distogliendomi in parte dalle dinamiche quotidiane di governo della città, che dovevo continuamente affrontare. Da ultimo, Pietro è stato un acceleratore di responsabilità personale e sociale, perché nei suoi occhi e nelle sue parole capirò se tutto il mio impegno prima civico e poi politico è servito per migliorare il mondo in cui lui e i suoi coetanei si troveranno a crescere e, soprattutto, so che dovrò sempre rendere conto a lui delle mie scelte politiche, che sono e saranno sempre incentrate sul benessere comune e mai sul mero interesse personale.

Grazie Paolo per questa piacevole chiacchierata. Sei stato molto esaustivo e speriamo che i lettori possano farsi un’idea ancora più precisa di te, dopo aver letto questa intervista. In bocca al lupo!

Federico Faggian
Nato a Treviso il 02-06-1981. Laureato in Lingue a Ca’ Foscari, specializzato alla SSIS Veneto. Insegnante di spagnolo in una scuola superiore di Treviso. E’ stato presidente del quartiere Ovest-Ghetto e collaboratore de L’Eco di Mogliano; è consigliere di un’importante realtà associativa locale, il CRCS Ovest-Ghetto. Impegnato da molti anni in città nel mondo dello sport, dell’associazionismo volontario e della cultura.

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