Le stagioni di Marco

Questa non è una recensione. È un omaggio a un amico e naturalmente un omaggio ad un artista bravo, timido e totale. Marco Tagliaro è in mostra a Mogliano con i suoi acquerelli dal 28 settembre al 12 ottobre al Broletto. Ha ormai una fama consolidata, con le sue mostre è stato a New York, a Praga, a Lipari e nelle nostre zone dove puntualmente ritorna e ritrae. A Mogliano ha presentato la sua nuova creazione, solo acquerelli, ma tutta la sua opera, sessant’anni dalla sua prima raccolta, è raccontata nelle pubblicazioni a disposizione dei visitatori.

Ha curato il tutto Lorena Gava che segue il suo lavoro dall’anno scorso. Scrive “Marco ci presenta una nuova, sorprendente, raccolta di acquerelli dedicati alle stagioni… realizzati interamente nel recinto di terra e di cielo che è il suo giardino di casa a Mirano…nel dipingere pare che la sua mano cerchi un’aderenza tattile, un’affinità empatica con le essenze a lungo indagate…”

Marco leggero e gentile con i fiori primaverili, quasi aspro e nodoso con i tronchi estivi, con le zucche increspate in autunno, con girasoli che si piegano verso l’inverno. Sono le stagioni del tempo, sono le nostre stagioni, noi siamo foglie secche (bellissime le sue) e accesi iris gialli nella giovinezza.

Questa mostra, e sono state tante, porta a Mogliano un artista che ha fatto della discrezione la sua bandiera. Uno spunto per conoscerlo meglio? Parlarci. Sedersi con lui ascoltare la sua voce e i suoi occhi trasparenti. Potrebbero rievocarvi la “Valsana” a Combai dove per amore dei suoi colli ha abitato, ma anche la Thailandia dove svernava, però per contrasto ha lavorato anche a Manhattan. Il suo amore, per nostra fortuna, è rimasto il paesaggio veneto, le ville del Brenta, la sua “Mirano segreta”, Maser Follina Pieve di Soligo Noale… portici, mura e campanili.

Il suo quadro più grande è “la Caverna” ambientato ad Alicudi, l’isola più piccola e sperduta delle Eolie. Lui ci è andato per quarant’anni e io, curioso, assumo i suoi ricordi isolani, e faccio domande. Sì perché ad Alicudi c’erano le “donne volanti”, una storia incredibile che non vi racconterò.

Otello Bison
Otello Bison scrive a tempo pieno dividendosi tra narrativa e divulgazione storica. Collabora al “ILDIARIOONLINE.IT” su temi ambientali e locali.

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