Oltre due milioni in piazza per Gaza e Flotilla: a Venezia 30mila manifestanti sul Ponte della Libertà

In una giornata di mobilitazione senza precedenti, venerdì 3 ottobre, l’Italia si è fermata per protestare contro l’abbordaggio della Global Sumud Flotilla da parte della marina israeliana e per esprimere solidarietà alla popolazione palestinese.

Più di due milioni di persone hanno partecipato a oltre 100 cortei in tutto il Paese, paralizzando trasporti, scuole e servizi pubblici.

Lo sciopero, indetto da CGIL, USB e S.I. Cobas, ha coinvolto settori pubblici e privati, con adesioni massicce da parte di lavoratori, studenti e cittadini. La protesta è stata definita “illegittima” dalla Commissione di Garanzia per il mancato preavviso, ma i sindacati hanno rivendicato la legittimità dell’azione, sottolineando la presenza di lavoratori italiani a bordo della Flotilla, attualmente detenuti in Israele.

Tra le città protagoniste, Venezia ha vissuto una delle manifestazioni più imponenti. Due cortei, partiti rispettivamente dalla stazione di Mestre e da Campo Santa Margherita, si sono incontrati a metà del Ponte della Libertà, simbolicamente unendo la terraferma al centro storico. Secondo la Questura, oltre 20mila persone hanno partecipato, mentre gli organizzatori parlano di oltre 30mila manifestanti.

Il corteo ha bloccato il traffico sul ponte, creando un impatto visibile e potente. Le fasce di garanzia del trasporto pubblico locale sono state rispettate. La protesta veneziana ha assunto un valore emblematico: una città sospesa tra acqua e terra, che diventa ponte di solidarietà internazionale.

Le ragioni della mobilitazione

La Flotilla, composta da 42 imbarcazioni civili, mirava a rompere l’assedio della Striscia di Gaza e aprire un canale umanitario. L’intervento militare israeliano ha portato all’arresto di 473 attivisti, tra cui parlamentari italiani, poi rilasciati.

I manifestanti denunciano “pratiche genocidarie” contro il popolo palestinese e accusano il governo italiano di aver abbandonato i propri cittadini in acque internazionali. A Venezia, gli slogan e gli striscioni hanno evocato immagini di pace, giustizia e autodeterminazione.

Da Milano a Palermo, da Torino a Cagliari, le piazze si sono riempite di voci e colori. A Roma, oltre 300mila persone hanno bloccato la tangenziale Est; a Napoli, la metro si è fermata e il centro storico è stato attraversato da migliaia di manifestanti.

La giornata del 3 ottobre 2025 resterà nella memoria collettiva come una delle più grandi mobilitazioni italiane per una causa internazionale. E Venezia, con il suo ponte bloccato e le sue calli piene di voci, ne è stata il simbolo più poetico e potente.

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