Con un minuto di silenzio si è concluso l’intenso e partecipato evento tenutosi nella Sala Consiliare del Municipio di Mogliano Veneto, in occasione del centenario dalla scomparsa di Costante Gris, figura emblematica della storia locale e nazionale.
La cerimonia istituzionale, della durata di circa un’ora, ha visto la presenza di autorità, cittadini, studiosi e rappresentanti dell’Istituto Gris, riuniti per rendere omaggio a un uomo che ha saputo trasformare il proprio tempo in speranza per gli altri. Ingegnere, sindaco, filantropo, Costante Gris è ricordato soprattutto per la sua instancabile dedizione al bene comune: fondatore dell’istituto che ancora oggi porta il suo nome, ha incarnato valori di solidarietà, dignità e cura.
L’apertura dell’evento è stata affidata all’Assessore Giorgio Copparoni, che ha introdotto con calore e partecipazione il senso profondo della commemorazione. A seguire, il Presidente del Consiglio Enrico Cerello e il Sindaco di Mogliano Veneto Davide Bortolato hanno offerto parole di benvenuto e riflessione. Il Sindaco ha sottolineato come il lascito di Gris non sia solo materiale, ma soprattutto etico e sociale, invitando la comunità a raccogliere il testimone del suo impegno.
La seconda parte dell’incontro ha dato spazio a voci diverse: Giorgio Pavan direttore dell’Istituto Gris, Agostino Zanardo per il Comitato di salvaguardia, e Sandro Gris, discendente della famiglia, che ha ripercorso il contesto politico dell’epoca e l’evoluzione dell’IPAB Gris. Ogni intervento ha contribuito a delineare un ritratto sfaccettato e profondo di Costante Gris, tra storia, affetti e visione sociale.
Il momento storico, affidato a Ennio Tortato, ha intrecciato l’ingegno e il cuore del Sindaco Costante Gris in una relazione intensa, dove l’Istituto è apparso come seme generoso e la comunità moglianese come frutto vivo della sua visione sociale. Luciano Tumburus ha dato voce a un testo struggente e attuale, scritto dallo stesso Gris, che denunciava le sofferenze del suo tempo e invocava un’unione sotto il vessillo della carità.
L’evento si è concluso con un minuto di silenzio, seguito da un lungo applauso e dai saluti finali di Copparoni. Le sue parole sono state percepite come un invito a considerare la memoria non semplicemente come un ricordo del passato, ma come un richiamo attivo e vivo rivolto al presente. Un messaggio che ha toccato i presenti, ricordando che l’eredità di Costante Gris vive ogni volta che si sceglie il bene comune.
A cent’anni dalla sua scomparsa, Costante Gris non è solo un nome inciso nella storia: è un esempio che continua a ispirare. L’evento del 1° ottobre ha rappresentato non solo una commemorazione, ma un rinnovato impegno collettivo per una società più giusta, più umana, più solidale.



