Lunedì sera, presso l’Auditorium di Santa Caterina a Treviso, Paolo Galeano ha ufficialmente presentato la sua candidatura per il Partito Democratico alle elezioni regionali del Veneto, previste per il 23 e 24 novembre. Un evento partecipato e sentito, che ha visto la presenza di esponenti politici, cittadini e rappresentanti della società civile, uniti da un desiderio comune: costruire un’alternativa credibile e concreta al governo regionale attuale.
Dopo gli interventi della sindaca di Preganziol Elena Stocco e di Stefano Mestriner attualmente assessore a Preganziol, di don Mario Vanin di Casa Respiro (Morgano), della deputata Rachele Scarpa e del Candidato Presidente Giovanni Manildo, Galeano ha aperto il suo intervento con parole di gratitudine verso la famiglia, i circoli del PD locali e i vari membri del partito che lo stanno sostenendo, l’attuale squadra di governo preganziolese e gli ex amministratori del suo comune, sottolineando l’importanza della “cultura di governo” come base per un impegno politico serio e responsabile. “Fare politica significa essere al servizio delle persone”, ha dichiarato, ribadendo che servire è un metodo, non uno slogan.
Il candidato ha evidenziato la necessità di coinvolgere attivamente tutti gli attori del territorio nella coprogettazione delle politiche regionali, promuovendo una partecipazione reale e non solo formale. “Bisogna esserci sul territorio, che si vinca o si perda”, ha affermato, sottolineando l’urgenza di rispondere alla crescente richiesta di ascolto da parte dei cittadini.
Ambiente, salute e giustizia sociale al centro del programma
Tra i temi principali affrontati nel suo intervento, l’inquinamento e il consumo di suolo sono stati centrali. Galeano ha denunciato la cementificazione selvaggia e l’assenza di una pianificazione urbanistica orientata al benessere ambientale e alla sostenibilità. “Molte persone muoiono per l’aria inquinata”, ha ricordato, evidenziando come il Veneto sia l’ultima regione per contributi destinati alla mobilità sostenibile.
La sanità è un altro nodo cruciale: “Buona solo per chi può permettersela”, ha detto Galeano, criticando l’esodo dal pubblico al privato e la drastica riduzione dei consultori, passati da 138 a 24. “Non si possono mettere prima profitto e cemento davanti alla salute della persona. Nessuno deve essere lasciato indietro.” E ancora: “Bisogna tornare ad investire fortemente sulla sanità pubblica, su quel sistema universalistico e solidaristico che Tina Anselmi e il parlamento dell’epoca avevano creato.”
Giovani, lavoro e diritti: un Veneto che deve cambiare
Il precedente intervento di Giovanni Manildo aveva già rafforzato il messaggio di cambiamento: “Dopo 30 anni di governo del centrodestra e 15 di Zaia, è il momento di voltare pagina.” Manildo ha parlato di una regione dove “l’apparenza conta più dell’essere” e dove le sfide moderne sono state ignorate. Ha denunciato la mancanza di investimenti nella sanità mentale, l’esodo di 35.000 giovani ogni anno verso Emilia e Lombardia, e la scarsa attrattività del mercato del lavoro veneto.
La coalizione, ha spiegato, si è impegnata a bloccare il consumo di suolo e a promuovere stili di vita consapevoli, investendo in energie rinnovabili e mobilità integrata. “Dal Veneto di uno al Veneto di tutti”, ha detto, auspicando una regione inclusiva, partecipativa e solidale.
Empatia, dedizione e valori condivisi
Negli interventi di chi lo ha preceduto, Galeano è stato descritto come una persona credibile, disponibile e capace, in grado di incarnare i valori che la politica dovrebbe rappresentare. “Empatia significa mettersi nei panni delle persone che abbiamo di fronte”, ha detto, ribadendo che la politica deve capire e accogliere le preoccupazioni e dare risposte concrete.
La sfida è difficile, ma la coalizione crede nella forza degli ideali e nella qualità dei candidati. “Possiamo essere orgogliosi di una coalizione che si sta sempre più allargando e che sta facendo una politica pro e non contro”, ha concluso Manildo.
Con questa candidatura, Paolo Galeano si propone di trasformare il Veneto da “urbs” a “civitas”, da una somma di metri quadri a una comunità viva e consapevole. Un progetto ambizioso, ma necessario, per restituire alla regione una politica che metta al centro le persone, l’ambiente e il futuro. Un progetto in cui il lavoro, i servizi, la sanità, l’accoglienza, la sicurezza dei cittadini, il senso di comunità, la legalità e la partecipazione collettiva siano elementi fondanti per una nuova stagione di governo.


