Sai cos’è un ricreatorio?
Prima di rispondere due brevi premesse. Un paio di mesi fa ho raccolto lo sfogo di una giovane coppia che mandava i bimbetti ai centri estivi, sono bei soldi, cifre aumentate anche quest’anno e invidia per chi ha tre o quattro nonni a disposizione.
L’altra premessa. Siamo ospiti di amici che hanno una figlia e due nipoti a Trieste. Chiedo se vanno spesso d’estate a dare una mano e loro mi dicono di no che anzi ci vanno poco in quel periodo perché i due frugoletti sono impegnati con i ricreatori.
Ricreatori? Mai sentiti, arrivo ad “oratori”, chiedo informazioni e scopro un mondo.
Intanto è un fenomeno che troviamo solo a Trieste. Una specie di struttura parascolastica, un doposcuola, ma è troppo limitativo definire solo così una istituzione che fin dagli inizi del secolo scorso assiste e diverte i ragazzi del capoluogo giuliano. Un vero vanto per la città.
Sentite il documento di intenti approvato dal comune nel lontano 1908: “Preservare i ragazzi dall’ozio e dal vagabondaggio… Intrattenendoli durante le vacanze e durante le ore che non hanno lezione nei locali dei ricreatori con esercizi ginnastici, con giochi ricreativi, col lavoro manuale, con lezioni di canto e … eventualmente la ripetizione delle materie scolastiche…”
Vabbè penserete voi utopie di cento anni fa. No. Lo fanno anche adesso nel 2025. I ricreatori esistono ancora, li organizza il comune, con personale qualificato e sono ben 13 distribuiti nei quartieri della città. Tenetevi forti: sono aperti tutto l’anno eccetto Natale e Pasqua.
Va bene direte voi ma costerà un botto! L’iscrizione per ogni ragazzo, età minima 5 anni, costa 12 (dodici) euro all’anno. Tradotto: voi avete un doposcuola quotidiano, un centro estivo di tre mesi per un euro al mese. Se non ci credete andate al “Regolamento ricreatori comunali” pubblicato sul sito del Comune di Trieste, ultimo aggiornamento del 2012. Ah, dimenticavo, se interessa, i ricreatori sono aperti anche ai non triestini. Certo è una fantastica eredità asburgica, certo è una situazione originale e privilegiata, però dimostra che dove c’è stata una volontà educativa coraggiosa un bel risultato si è potuto ottenere e mantenere con qualsiasi giunta successiva.
Quando ho raccontato di questa scoperta ai giovani genitori afflitti adesso dall’incubo dei compiti a casa, non sono stato creduto, sono ancora convinti che li sto prendendo in giro.




Treviso 30 09 2025 – Grazie di questo contributo…