Il complesso storico di Villa Torni, sede dell’Istituto Costante Gris a Mogliano Veneto, è stato recentemente messo all’asta con una base di circa 5 milioni di euro. La notizia ha suscitato grande interesse, ma anche una profonda preoccupazione: parliamo infatti di uno dei luoghi più emblematici della memoria sociale e sanitaria del territorio.
La vendita comprende l’intera proprietà, un articolato insieme di edifici e spazi verdi che raccontano oltre un secolo di accoglienza, cura e assistenza. Oltre alla villa padronale con le sue barchesse e alla cappella settecentesca, spiccano l’ex Asilo Favier, l’ex Guardia Medica, l’ex Alloggio del Cappellano e il Complesso dei Reparti.
Con questa vendita, si rischia di perdere un tassello fondamentale della memoria collettiva moglianese. Villa Torni non è solo un edificio, ma il simbolo di un passato fatto di solidarietà, impegno e dignità sociale. Il suo futuro è incerto, ma resta viva la speranza che il suo valore storico e culturale venga riconosciuto e tutelato.
Per questo, emergono proposte di valorizzazione che potrebbero restituire nuova vita al sito, nel rispetto della sua identità:
- Un centro culturale e museale, dedicato alla storia dell’assistenza e della sanità locale, con spazi espositivi e laboratori didattici.
- Un parco pubblico inclusivo, aperto alla cittadinanza, con percorsi sensoriali, orti sociali e aree gioco accessibili.
- Un polo per l’innovazione sociale, con coworking e incubatori per associazioni e imprese del terzo settore.
- Uno spazio per arte e spettacolo, con residenze artistiche, concerti e festival culturali.
- Residenze temporanee e housing sociale, per studenti, volontari e progetti di reinserimento.
- Un restauro partecipato, con campagne di crowdfunding e il coinvolgimento diretto della comunità per preservare la villa e la cappella.
Un progetto ambizioso, ma possibile, che potrebbe trasformare Villa Torni in un luogo vivo, aperto e generativo. Un ponte tra memoria e futuro, tra radici e innovazione.



