Dal 4 al 14 settembre si è tenuta negli spazi dell’Oratorio don Bosco la Fiera del Rosario che quest’anno ha avuto un grande successo sia in termini di partecipazione che di gradimento tanto da raggiungere un record di presenze con quasi 5000 persone a mangiare.
Come “Diario online” abbiamo deciso di intervistare i nuovi responsabili del Comitato organizzatore dell’evento a pochi giorni dalla conclusione della Fiera per sentire “a caldo” le loro impressioni. Ci troviamo in Abbazia e arrivano alla spicciolata con un sorriso e la mano tesa…Si presentano forse ancora un po’ frastornati dalla notorietà acquisita negli ultimi giorni. Incontriamo così Claudio Meggiato, Leonardo Cirasa e Giovanni Severoni che, assieme a Giacomo Gentil e Mattia Vian hanno vinto la sfida di rinnovare la Fiera del Rosario di Mogliano Veneto mettendo in campo nuove forze e una organizzazione in parte rinnovata.
Cinque ragazzi moglianesi fra i 20 e i 25 anni da sempre amici e legati da aver vissuto negli ultimi anni l’esperienza di animatori proprio in Oratorio. Provengono quasi tutti dalle frazioni della nostra Città , tre di loro lavorano e due studiano all’Università.
Incuriositi chiediamo di raccontarci come sono arrivati a questa scelta e con quale spirito si sono avvicinati ad un evento così importante per la nostra Città.
Leonardo ci spiega “lo scorso anno al termine della Fiera del rosario 2024 ci è stato chiaro che l’organizzazione non poteva più fare riferimento ad una sola persona e abbiamo quindi deciso di entrare nel comitato assieme ai volontari che ne avevano fatto parte fino a quel momento. Il nostro desiderio era quello di allargarlo di numero e di forze per portare avanti un evento di cui già facevamo parte da qualche anno (eravamo infatti i responsabili dei ragazzi giovani presenti come volontari). Dopo una serie di riunioni per il necessario e importante passaggio di consegne con Fabio (Querini ndr il precedente presidente del Comitato Fiera del Rosario) abbiamo preso in mano la responsabilità dei vari aspetti organizzativi. Abbiamo voluto mantenere alcuni aspetti caratterizzanti come, ad esempio, la preparazione delle portate sul momento durante i pranzi e le cene mentre per altri aspetti abbiamo fatto delle scelte innovative da un punto di vista logistico per cercare di recuperare e riutilizzare gli spazi dell’oratorio prima poco sfruttati. Durante questi mesi (quasi un anno in realtà) non ci è mai mancato il confronto e il sostegno anche pratico dei componenti del comitato su alcuni aspetti prettamente organizzativi in un bel clima di collaborazione”
Aggiunge Claudio “è stata anche un po’ una sfida con noi stessi perché ognuno di noi ha messo in campo le proprie esperienze lavorative e le conoscenze scolastiche per gestire i vari aspetti organizzativi. All’inizio un po’ timidamente poi invece in maniera sempre più attiva e coinvolgente. Alla fine, mi ritengo piuttosto soddisfatto del risultato anche se, ovviamente, si può sempre migliorare. Due sono stati gli elementi che hanno caratterizzato questo nostro metterci in gioco: lo spirito di iniziativa che condividiamo e il fatto di aver ricevuto fiducia da chi era già parte del Comitato. Questo ci ha permesso anche di fare quelle modifiche che ritenevamo necessarie per migliorare l’evento.”
“Il forte vincolo di amicizia che ci lega”, prosegue Giovanni, “ci ha dato il coraggio per occuparci tutti e cinque insieme di tutti gli aspetti organizzativi della Fiera di cui spesso discutevamo anche al di fuori delle riunioni. Ognuno però in base alle proprie capacità si è poi occupato di un ambito specifico (chi della parte amministrativa, chi della grafica, chi delle idee su concerti ed eventi vari)
Dalle loro parole traspare la fatica di mesi di preparazione (si trovavano con il comitato 1-2 volte a settimana) assieme alla consapevolezza di aver gettato le basi per un nuovo percorso che unisce tradizione ed innovazione.
Gli chiediamo allora quali obiettivi principali si erano prefissi e se avevano deciso di rivolgersi ad un target specifico.
All’unisono ridendo ci dicono come prima cosa di “riuscire a farla, viste le tante cose che con il passare dei mesi abbiamo scoperto fossero necessarie e con le quali per fortuna abbiamo ricevuto aiuto da chi aveva più esperienza di noi”.
A turno poi aggiungono completando le frasi l’uno dell’altro (testimonianza di un’amicizia concreta cresciuta nel campo del “fare”) “gli obiettivi che avevamo erano di due tipi: da una parte organizzativi come quello di non avere tempi di attesa lunghi e di riuscire a mantenere alta la qualità del cibo ponendo contemporaneamente attenzione ai particolari e dall’altra quello di fare comunità sia fra le persone che passavano alla Fiera e sia fra i volontari presenti, farli sentire parte dell’evento facendo crescere la forza del gruppo.
Per quanto riguarda il pubblico l’idea era quella di far venire più gente possibile per far conoscere la nuova organizzazione ma non avevamo pensato di rivolgerci a qualcuno in particolare. Abbiamo infatti organizzato sia il pranzo con le famiglie che il torneo di burraco e i gonfiabili. È anche vero però che ci tenevamo alla partecipazione dei giovani e per farlo abbiamo deciso di organizzare delle serate speciali con delle band musicali”
Senza rendercene conto il tempo passa e ci avviamo necessariamente verso la conclusione chiedendo se hanno cercato collaborazione con altri soggetti del territorio e come e in base a cosa valutano sia andata l’esperienza.
Ci rispondono “a parte l’aiuto di tutto il Comitato della Fiera con il quale c’è stato da subito un bel clima di collaborazione tanto che le scelte sono state prese sempre in modo collegiale, abbiamo trovato voglia di aiutarsi a vicenda anche da parte degli organizzatori delle altre sagre di Mogliano; chi ci ha prestato del materiale, chi ci ha dato consigli o ci ha fornito i contatti dei fornitori. Proprio per questo bel clima che si è formato abbiamo deciso di organizzare una cena tutti assieme durante una delle serate della Fiera: è stato un bel momento di festa e di comunità. Comunque come prima esperienza la valutiamo in modo positivo sia per gli attestati di stima e i complimenti ricevuti dalle persone che sono passate a trovarci, sia per il clima che si è venuto a formare fra i volontari, i quali una volta terminato il sevizio cenavano tutti assieme senza fretta ma con la voglia ancora di parlare e scherzare tutti assieme”.
Ringraziamo Leonardo, Giovanni, Claudio, Giacomo e Mattia per la loro disponibilità ad incontrarci e per il tempo e l’entusiasmo che hanno dedicato alla Fiera del Rosario che tanto in termini di cultura e tradizione rappresenta per la nostra Città. Lo facciamo con la manifestazione di stima riservata loro dal Parroco di Santa Maria Assunta don Samuele che, in uno dei suoi passaggi durante questo incontro-intervista, ci ha detto “ la scelta di questi giovani nasce all’interno di un’esperienza di Chiesa che dà mezzi ed opportunità perché possa svilupparsi il protagonismo bello dei giovani che si concretizza nel rischiare per fare qualcosa in cui si crede per la Comunità nella quale si vive”







Assieme a Officina 31021 una parte della “Meglio gioventù” moglianese.