Sabato 20 settembre 2025
Mestre ha ospitato una delle manifestazioni più partecipate degli ultimi anni, una marcia cittadina a favore della popolazione di Gaza, organizzata in risposta all’intensificarsi delle operazioni militari israeliane e al silenzio delle istituzioni internazionali.
Il corteo, partito alle ore 16 dalla stazione ferroviaria, si è snodato lungo le vie principali della città, ha attraversato il cavalcavia di Mestre e Corso del Popolo, per concludersi in piazza Ferretto. L’iniziativa ha registrato un’adesione straordinaria.
- Un corteo popolare e intergenerazionale
In testa alla marcia, un gruppo di bambini con lo striscione “I bambini non hanno colpe!“ ha aperto il corteo, un messaggio potente che ha dato il tono all’intera manifestazione. Dietro di loro, migliaia di cittadini, attivisti, sindacalisti e rappresentanti di associazioni e partiti hanno sfilato sotto lo slogan: “Gaza brucia – fermiamo il massacro – blocchiamo tutto“.
Il primo spezzone era interamente composto da bambini e accompagnatori, a sottolineare l’urgenza di proteggere le vite più vulnerabili.
Cartelli e striscioni esprimevano solidarietà alla Palestina e condanna verso il governo italiano, accusato di complicità per la mancata adozione di sanzioni contro Israele. Tra i messaggi più forti, uno in dialetto veneziano: “Mi so’ de Gaza“, che ha colpito per la sua intensità, sottolineando l’identificazione emotiva con le vittime del conflitto.
- Una rete ampia di adesioni
La manifestazione è nata all’interno dell’assemblea dei movimenti mestrini, tra cui Laboratorio Climatico Pandora, Centro Sociale Rivolta, Emergency, ANPI, Mediterranea Saving Humans, Viva Piraghetto, Casa di Amadou, Refugees Welcome Italia, CGIL Venezia, e molti altri. Hanno aderito anche partiti del centrosinistra come PD, M5S e AVS, oltre a sindacati di base come USB, CUB, SGB e ADL Cobas3.
La CGIL, che aveva già proclamato uno sciopero nazionale il giorno precedente, ha scelto di non organizzare cortei il 19 settembre, preferendo invece sostenere attivamente la manifestazione del sabato.
La marcia si inserisce in un clima di mobilitazione globale vista la drammaticità degli eventi in corso a Gaza. L’appello degli organizzatori è chiaro: “Le nostre vite non possono continuare come se nulla stesse accadendo. I nostri governi sono complici e responsabili di questo sterminio”.
Molti degli slogan e degli interventi hanno puntato il dito contro l’inerzia del governo italiano e la mancata adozione di sanzioni contro Israele.
In parallelo, è attesa per lunedì 22 settembre una seconda mobilitazione con lo sciopero generale e il blocco del porto di Marghera, dove i manifestanti intendono impedire il transito di merci ritenute “complici del genocidio”.
La manifestazione di Mestre ha rappresentato un momento di forte unità civile, in cui cittadini, movimenti e associazioni hanno alzato la voce contro la guerra e per la difesa dei diritti umani. Un segnale potente, che ha attraversato le strade della città e punta a risuonare ben oltre i confini locali.


