Nata a Mestre nel 1847, Elvira Tozzi incarna la figura di una donna colta e sensibile, capace di coniugare eleganza e impegno sociale. A soli ventidue anni sposa Joseph Favier, ricco imprenditore francese, e si trasferisce a Parigi. Ma è Bry-sur-Marne, con i suoi corsi d’acqua e il verde lussureggiante, a ricordarle la sua terra natale e a diventare il suo rifugio.
Alla morte del marito nel 1886, Elvira eredita l’intero patrimonio e fonda la Fondation Favier, accogliendo nel castello di Bry trenta anziani indigenti. La sua visione è rivoluzionaria: nel 1890 dona un terreno per costruire l’Hospice Favier, aperto a tutti i bisognosi, senza distinzione di razza, religione o nazionalità. La sua generosità si estende ai comuni vicini, sostenendo l’assistenza domiciliare per gli anziani poveri.
Nel 1899 sceglie Mogliano come dimora stabile. Villa Favier diventa un centro culturale, frequentato da artisti e intellettuali. Ma è nella discrezione che Elvira esprime il suo spirito: cucina economica per i poveri, teatro per i bambini, aiuti mascherati da compensi. La sua carità è silenziosa, ma profonda.
Contribuisce alla ricostruzione del campanile di San Marco, alla costruzione dell’Ospedale Umberto I di Mestre, aiuta le vittime del terremoto di Messina, sostiene la Croce Rossa, il Pellagrosario di Costante Gris e la Società Operaia di Mutuo Soccorso di Mogliano. Nel 1897 finanzia il primo asilo per i bambini moglianesi e nel 1913 ne arreda un secondo nel centro del paese. Finanzia la costruzione di un forno per il pane e dona ingenti fondi per l’ampliamento e ammodernamento del Pellagrosario, che assumerà quasi le dimensioni attuali.
Nel testamento, Elvira non dimentica i poveri, le istituzioni caritatevoli e chi le è stato vicino. Il Gazzettino dell’epoca la definisce “esempio di pietà ai ricchi e di sommo conforto ai poveri”.
Alla sua scomparsa, il 20 settembre 1914, una folla commossa si riunì per renderle omaggio: tra i presenti, autorità estere, nazionali e locali, insieme a numerosi moglianesi, tutti uniti nel ricordo di una donna che aveva fatto della generosità la sua missione di vita. Dal 2015, i suoi resti riposano nella chiesa di villa Torni a Mogliano.
Madame Elvira Tozzi Favier ha vissuto con grazia e ha donato con generosità. Per sua volontà, molte delle azioni benefiche sono rimaste ignote.
Come una rosa, ha diffuso il suo profumo senza clamore.
(Tratto da “Madame Favier … per i bambini e i vecchi di periferia” di Ennio Tortato)



Caro Ennio i tuoi scritti, come avviene fin da quando ti ho conosciuto e letto, sono per me “una boccata d’aria buona”.
Riempie (e ristora) “corpo ed anima” .
Treviso 21 09 2025 – Grazie di questo contributo…