Gaza, pace e verità: le associazioni rispondono al documento del Consiglio Comunale di Mogliano Veneto

Il 31 luglio 2025, a Mogliano Veneto, maggioranza ed opposizione, in apertura del Consiglio Comunale hanno approvato all’unanimità un “Documento per la Pace in Medio-Oriente”, segnando per la prima volta una presa di posizione ufficiale sulla crisi palestinese.

Un documento che già in fase di lettura aveva creato del malcontento tra il pubblico presente per il suo contenuto e che aveva lascito perplessi gli osservatori più attenti in quanto, dopo la lettura, si era passati subito alla votazione senza aprire alcun dibattito e pertanto senza dar la possibilità ai singoli consiglieri di esprimere la propria la propria opinione in merito.

Le associazioni, tra cui il gruppo Donne Moglianesi contro le guerre e i genocidi, firmatarie di un Appello per Gaza inviato al Consiglio Comunale e alla giunta in data 18 giugno 2025 hanno espresso dissenso e delusione per le omissioni e le distorsioni contenute nel testo del documento approvato in Consiglio Comunale.

Le associazioni sottolineano anche come il documento del Consiglio Comunale non faccia alcun riferimento all’appello inviato e che aveva sollecitato la discussione sulla situazione a Gaza. Inoltre, fanno presente che l’assenza di questo riconoscimento rappresenta un passo indietro nel dialogo con la cittadinanza e una mancanza di trasparenza istituzionale.

Il documento approvato dal Consiglio Comunale, fanno presente le associazioni, parte dal 7 ottobre definito come “orribile attentato contro Israele” ma omette ogni riferimento alla lunga storia di occupazione e oppressione subita dal popolo palestinese fin dal 1948. La narrazione pone al centro solo la sicurezza di Israele, ignorando il blocco degli aiuti umanitari e la devastazione in corso a Gaza.

Le associazioni denunciano l’assenza di una condanna esplicita al piano militare del governo Netanyahu, che ha già causato, secondo le stime più recenti, oltre 63.000 vittime di cui l’82% tra donne e bambini, l’uccisione di oltre 200 giornalisti, la distruzione totale di ospedali, scuole, università, luoghi religiosi e beni culturali, e lo sfollamento del 100% della popolazione.

Si parla solo del terrorismo di Hamas, ma si tace sui crimini di guerra israeliani.

Nel documento comunale, inoltre, si parla genericamente di liberazione di ostaggi israeliani e di cittadini palestinesi innocenti, ma si omette la richiesta — contenuta nell’appello — di liberare i detenuti palestinesi rinchiusi senza processo, molti dei quali minorenni.

Fanno presente che il linguaggio utilizzato è diplomatico e istituzionale e non entra nel cuore della situazione della Palestina, mentre le associazioni chiedono con forza:

  • un cessate il fuoco permanente;
  • il blocco del commercio di armi con Israele;
  • sanzioni economiche e politiche;
  • il riconoscimento immediato dello Stato di Palestina.

E per finire non si fa alcun cenno all’invio delle richieste al Governo italiano, come invece previsto nell’appello.

Le associazioni ricordano il valore del tessuto sociale moglianese, fatto di volontariato, accoglienza e solidarietà, patrimonio condiviso della cittadinanza e incarnato nello spirito dell’articolo 4 dello Statuto Comunale, che riconosce nella pace un valore fondamentale per la convivenza tra i popoli.

  • La richiesta: un incontro per costruire insieme

In coerenza con l’impegno espresso nel documento comunale: “rimuovere, attraverso i canali istituzionali e in collaborazione con la società civile promuovere iniziative di informazione, solidarietà e sensibilizzazione sui temi della pace, dei diritti umani e della giustizia internazionale” le associazioni chiedono un incontro ufficiale con una rappresentanza del Consiglio Comunale.

Obiettivo: concordare progetti di intervento nel territorio, sostenere la famiglia palestinese in cerca di abitazione e asilo politico, e promuovere azioni concrete di pace e giustizia.

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