“Il Diario online” ha pubblicato durante questa settimana alcune testimonianze di persone che lo hanno conosciuto nell’attività pastorale e sociale.
Oggi troverete il testo di apertura dell’evento e alcune poesie scritte da don Giorgio.
2015 – 2025
Giorgio Morlin: Ricordo a più voci
Testimonianze
don Samuele Facci, parroco di Mogliano
Diego Bottacin, ex sindaco di Mogliano
Gianni Chinellato, volontario della Leva civile
Daniele Ceschin, storico
Intervento musicale
del Trio Pausa in sol Maggiore
Lettrici
Alessandra Fusati – Barbara Tasca
Siamo felici oggi di essere qui insieme a voi, per condividere la memoria di don Giorgio Morlin, a dieci anni dall’inizio della sua nuova vita nella Luce.
Grazie innanzitutto al parroco don Samuele, che ci ospita nel duomo della nostra città e ci ha permesso di portare questo evento nell’ambito della Fiera del Rosario, una festa storica nella tradizione di Mogliano. Una festa di comunità che pone il nostro ricordo di oggi dentro l’orizzonte più ampio della Collaborazione Pastorale, uno dei grandi progetti di don Giorgio.
Un caro saluto e un benvenuto ai familiari di don Giorgio che hanno voluto essere presenti tra noi.
Infine, un ringraziamento sentito ai testimoni che hanno accolto l’invito di portare un ricordo personale o storico dell’uomo e del pastore che è stato nei vent’anni trascorsi qui a Mogliano.
Sarà un racconto a più voci, accompagnato dalla musica a lui cara e dalla lettura di alcune sue poesie, senza la presunzione di completezza e senza intenti celebrativi, ma come un momento di condivisione tra amici che hanno percorso un tratto di cammino insieme e che ora lo ricordano con affetto.
Uomo, prete e cittadino, don Giorgio ha seminato nelle nostre vite tanti germogli di speranza e di futuro che sono ancora attuali. Era convinto che ogni uomo ha bisogno di “salvezza”, a partire dai valori etici e civili conquistati a caro prezzo nel nostro paese 80 anni fa, fino a riscoprire la “buona notizia” del Vangelo, come Parola viva e feconda nella vita di ogni uomo.
Ci ha insegnato a cercare il volto di Dio trasfigurato nel volto dell’uomo, nella bellezza della natura, oltre l’esteriorità dei rituali. Ha operato scelte controcorrente, abbattendo i muri di pietra e i muri dell’indifferenza e del pregiudizio per far irrompere la luce della Salvezza e della Vita.
Andava ripetendo che ogni persona può contribuire a dissodare il proprio centimetro quadrato di terra, coltivando i talenti donati da DIO. E noi, di Pausa in sol maggiore, ci abbiamo provato, e gli siamo riconoscenti per aver accompagnato e sostenuto i primi passi del nostro Trio musicale.
Concludiamo prendendo a prestito le parole di Luciana Ermini, un’amica che ci ha lasciati troppo presto e che oggi avrebbe portato sicuramente un contributo significativo. In un suo articolo, scritto nel 2018, così affermava: “Don Giorgio ha attraversato il nostro tempo, il tempo di tutti noi, prendendosene cura… ci ha preso per mano insegnandoci a non aver paura, insegnandoci a riflettere, indicandoci un cammino di comunità, che non è solo ecclesiale, e grazie a lui la comunità moglianese è diventata più ricca.” Questo pomeriggio diventa allora un’occasione per dire “Grazie”. Grazie dei doni umani, pastorali e civili che don Giorgio ha seminato nei vent’anni trascorsi qui a Mogliano.
Poesie di don Giorgio
Mia vita
Mia vita,
spazio d’eterno
scandito sul sentiero
dei giorni andati.
Correre
Lontani traguardi
Per strade assolate,
immense di umanità,
stringere migliaia di mani
che ti accompagnano assenti.
E correre, correre…
E cadere domani,
pellegrino solitario
spazzato dal vento d’inverno,
come seme fecondo
affondato nella carne
dei giorni futuri
a fiorire speranza
Dall’alto della Rocca di Asolo (2007)
Dall’alto della Rocca di Asolo
Visione amata e quotidiana
Agli occhi della mia infanzia,
un mare di luce e di verde
dilaga sterminato oltre il tempo
stemperando colori e memoria.
E l’anima s’immerge appagata
Di silenzi ed emozioni.
E’ l’anima del bambino
Che ieri dal balcone di casa sua
Fissava incantato una roccia lontana,
incastonata lassù, ultimo orizzonte.
Oggi mi aggrappo a quella roccia
Per trattenere un po’ di cielo
E dissetarmi fino in fondo
Con le mani piene di stupore.
Una rondine amica (2007)
Dopo molti anni
Rivedo finalmente una rondine
Posarsi sul ramo fiorito
E poi tuffarsi verso il cielo
Come un raggio impazzito del sole
E poi ancora sfrecciare via
In rapidissimo battito d’ali
A rincorrere il vento
Nella luce alta dell’estate.
Nei guizzi luminosi
Di questa rondine amica
Sciolgo il gomitolo del tempo
E ritrovo il filo sottile dell’infanzia
La purezza antica della meraviglia.
Questo verde immenso (1974)
Questo verde immenso
Inghiottito di luce meridiana
Cancella fantasmi dal suolo.
La terra screpolata di sole
Partorisce con dolore
Il mio cuore liberato
Naufrago d’esistenza.
Assaporo battiti d’eternità
Immerso nel tuo grembo, o Padre.
Musica e poesia (1995)
Rinnovata freschezza di nuvole
E lontani echi di campana
E colori in progressiva, pacata armonia
A comporre un cielo di cattedrali.
Sono stille di rugiada
Profuse dalle mani degli angeli
Nello sbigottimento dell’anima
Per donarci musica e poesia.
Una sera carica d’estate (2007)
È una sera carica d’estate
E il profumo intenso del fieno
Mi entra con forza nelle vene
A innervare il cuore e i ricordi
Mentre l’anima sprofonda
Nel verde scolorito del campo
Abbeverandosi al ramo spezzato
Con la linfa che mi gocciola dentro
A ristorare una sete antica.
Rivedo la figura curva di mio padre
A dissodare con le mani la terra,
in ginocchio ad accarezzare le zolle:
una per una come creature amate.
Nel silenzio affrescato del tramonto
Riascolto quella voce senza parole
Che si scioglie in timido sorriso
A spianare le asprezze del sentiero
Di un viandante senza casa.
Resta con noi la sera (1986)
Resta con noi la sera
Camminando insieme
Sulla strada polverosa di Emmaus.
Fermiamoci a ristorare
La fame e la sete
Nel dolce tepore del tramonto
Prima che incomba la notte.
Resta con noi la sera
Lungo il deserto dei giorni
A spezzare il pane
Della speranza.
Compagno delle nostre solitudini
Non nasconderci il tuo Volto,
Dio e Signore della vita.
Testimonianza di Don Samuele Facci
Don Samuele è parroco di Mogliano centro dal 2012; come viceparroco è stato presente dal 1992, lo stesso anno in cui don Giorgio è arrivato a Mazzocco.
Testimonianza di Diego Bottacin
Bottacin è stato sindaco di Mogliano dal 1992 al 2005 collaborando con don Giorgio nella realizzazione di un Convegno nazionale sul dialogo interreligioso e del progetto Leva Civile per affrontare le situazioni di disagio nel territorio.
Testimonianza di Gianni Chinellato
Gianni Chinellato è un volontario fondatore del progetto Leva Civile, nata 25 anni fa. La Leva Civile è stata realizzata per venire incontro ai bisogni dei cittadini in difficoltà in collaborazione tra Caritas e Istituzioni civili.
Testimonianza di Daniele Ceschin
Daniele Ceschin è uno storico. Ha collaborato con l’ISTRESCO, l’Istituto per la Storia della Resistenza e della Società contemporanea nella Marca Trevigiana. L’ISTRESCO ha pubblicato numerose opere di ricerca storica realizzate da don Giorgio.


