martedì, 20 Gennaio 2026
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Don Giorgio. Il gusto per l’umorismo

Domenica 14 settembre, alle 16.30, nella chiesa S. M. Assunta di Mogliano, ci sarà un evento in Memoria di don Giorgio Morlin a 10 anni dalla scomparsa.
Il Diario online” pubblicherà questa settimana alcune testimonianze di persone che lo hanno conosciuto nell’attività pastorale e sociale.
Ricordo di Bruna, ex catechista.


Voglio ricordare Don Giorgio per le sue risate.
Un sabato prima di un incontro di catechismo ci raccomandò di dire ai bambini di stare buoni e non far rumore perché ci sarebbe stata, in una stanza attigua alla nostra, una importante riunione della Caritas.
Ad un certo punto bussarono alla porta ed era lui con un rappresentante dell’organizzazione caritatevole.
Don Giorgio chiese:
“Chi di voi sa che cos’è la Caritas?”.
Uno dei bambini alzò la mano e, serio e convinto, disse:
“Io lo so, è un bidone” (intendendo il bidone giallo per la raccolta indumenti).
A questa risposta Don Giorgio e il signore che era con lui si misero a ridere di cuore.

Sempre lo stesso bambino qualche tempo dopo gli chiese:
“Don Giorgio, posso farti una domanda?”
“Certo, dimmi”
“Tu sei cattolico?”
Lui ridendo: “Si, un po’”

Aveva uno spiccato gusto per l’umorismo e autoironia.

Faceva riflettere tutti, compresi i bambini.
La sua frase più ricorrente quando poneva loro delle domande agli incontri di catechismo era: “Prima menocca e dopo parlocca”.

La domenica mattina dopo la messa si andava tutti in cucina della canonica a bere un caffè. Il suo divertimento era quello di fare un test alle persone nuove. Aveva un piccolo quadro attaccato al muro, un paesaggio insignificante con un casolare e chiedeva serio:
“Cosa vedi dietro a questo quadro?”
Tutti ci si sforzava di guardare oltre le apparenze conoscendo la profondità che aveva lui nel cogliere le cose.
Qualcuno azzardava:
“La natività”, oppure “Casa tua” e altro…
A quel punto insisteva:
“Sì, ma cosa vedi oltre?”
A quel punto ci si sentiva un po’ stupidi e allora lui ridendo fragorosamente toglieva il quadro e mostrava che il dipinto serviva solamente a coprire un buco sul muro.
Si divertiva un sacco.

È stato un uomo veramente buono e un sacerdote straordinario che è ancora nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo.

Continua a sorridere e a sorriderci don Giorgio

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