Domenica 14 settembre, alle 16.30, nella chiesa S. M. Assunta di Mogliano, ci sarà un evento in Memoria di don Giorgio Morlin a 10 anni dalla scomparsa.
“Il Diario online” pubblicherà questa settimana alcune testimonianze di persone che lo hanno conosciuto nell’attività pastorale e sociale.
Ricordo di Il Trio Pausa in Sol Maggiore: Bruno, Alberto e Luciana .
A don Giorgio piaceva molto ascoltare musica, la sua preferita era Bach che metteva in sottofondo mentre pregava o leggeva. Così pure apriva le porte a tutti quelli che potessero portare la musica in chiesa, sia con concerti di vario genere, sia nell’animazione delle messe dove si alternavano il coro e l’organista. Per alcuni anni anche il maestro Scomparin ebbe la gioia di tornare a suonare l’organo nella sua ex parrocchia di Mazzocco, donando ancora bella musica all’assemblea, come negli anni ruggenti del suo Grande coro Roncalli. Purtroppo, nel 2010 Scomparin si ritirò e Luciana, che intonava i canti, era rimasta scoperta.
Fu così che don Giorgio chiese al maestro Barbon se avesse potuto venire a dare una mano con la sua fisarmonica, visto che era appena andato in pensione ed ora aveva più tempo libero. Ma il maestro Bruno non toccava lo strumento da almeno 30 anni! E poi, una fisarmonica in chiesa? Mai sentita prima di allora! Per tradizione, la fisarmonica suona il liscio nelle sagre, non musica sacra in chiesa! Insomma, poteva essere una stranezza ma don Giorgio non si faceva problemi. Gli premeva che la musica potesse accompagnare la preghiera.
Quando si dice “il caso”: nello stesso periodo il maestro Bruno incontrò Alberto Casarin, un suo ex allievo, che aveva appena iniziato a studiare violoncello. Sua madre approvò la proposta e così Bruno e Alberto iniziarono a suonare accompagnando Luciana nel canto per animare la messa. Come chi intraprende un nuovo percorso, cominciarono con pochi e semplici brani, ma don Giorgio approvava ugualmente; quindi, nel tempo, cominciò a chiedere qualcosina di nuovo.
Fu così che Bruno, tra i vecchi spartiti, trovò la cantata 156 di Bach, un brano che ebbe successo. Don Giorgio lo richiedeva sempre come brano meditativo, da ascoltare in religioso silenzio dopo la predica; anzi, a volte accorciava l’omelia proprio per dedicare un tempo prolungato di silenzio e di riflessione personale.
Dopo un paio d’anni anche don Giorgio andò in pensione e così, per ringraziarlo della sua costante cura, decidemmo di dedicargli un breve saluto in musica e poesia.
Quella sera di settembre non fu affollata ma eravamo ugualmente molto emozionati.
Don Giorgio si sedette in fondo alla chiesa come se non volesse disturbare, ma ascoltava con attenzione. Al termine dell’ultimo canto si avvicinò ringraziandoci e pronunciando parole profetiche: – Quello che ho ascoltato stasera non è stato un concerto ma una preghiera che mi ha commosso ed elevato lo spirito. Dovete continuare!
Fu una sorta di battesimo: un mandato. Così nacque il Trio Pausa in sol maggiore.
A questa prima volta, seguirono tante altre volte, tante occasioni diverse che in questi anni ci hanno aiutato a crescere, a sperimentare, ad affrontare sfide e fatiche per scoprire con gioia e meraviglia che la musica è una scoperta incessante, una medicina per l’anima, un volo verso l’infinito.
Ad oggi, Alberto ha completato gli studi al conservatorio di Venezia ed ora si sta specializzando in musicoterapia, Bruno ha scoperto il suo estro creativo e Luciana ha perfezionato la sua vocalità.
Grazie a don Giorgio, la profezia si è avverata.



