Intervista ad Alessandro Scattolin, presidente del consiglio comunale e successivamente vicesindaco di Marcon dal 2007 al 2012.
Fondatore del gruppo Facebook “Tutto Marcon”.
- In passato è stato vicesindaco: ci racconta il suo trascorso politico?
Il mio trascorso politico inizia fin dalla nascita: passavo ore e ore nelle sezioni dell’allora PCI. Ai tempi aiutavo spesso facendo volontariato; per esempio, noi bambini quando si ripresero a organizzare le feste dell’Unità davamo una mano pelando le patate. Durante l’adolescenza vissi in pieno il periodo dei movimenti studenteschi dei primi anni Ottanta. Tra le personalità che conobbi ci fu Ugo Bisacco, allora segretario della Federazione Giovanile Comunista Italiana: io aderii nel 1985 e rimasi fino al 1991, vivendo la trasformazione di quegli anni intensi. In quel periodo avevamo numeri molto importanti e la nostra incidenza riusciva a influenzare le presidenze scolastiche, permettendoci di vincere diverse battaglie per i diritti degli studenti. Dopo questa esperienza cominciai ad avvicinarmi alla politica locale. Negli anni Novanta divenni segretario di partito e mi occupai dell’organizzazione delle feste dell’Unità fino all’ultima edizione: si smise perché il volontariato cominciò a calare e molte attrezzature risultarono fuori norma per le nuove normative sulla sicurezza. Nel 1993 venne eletto Davanzo, con l’elezione diretta del sindaco, dopo un periodo di instabilità durante il quale fu sindaca anche mia madre. Dopo Davanzo fu eletto Tommasi: io ricoprii per cinque anni il ruolo di presidente del consiglio comunale e, nel secondo mandato, diventai vicesindaco. In quegli anni però cambiò tutto con la nascita del PD. Anche con questa nuova forza i vecchi accordi rimasero in piedi per un po’. Alle successive primarie il PD candidò Guido Scroccaro, ma alla fine vinse Follini che fece il sindaco per 5 anni ed io venni escluso da tutto: questa confusione portò alla rottura del centro sinistra e alla successiva vittoria della destra con Romanello.
- Cosa ne pensa dell’attuale amministrazione?
L’errore del sindaco è la superbia. Il suo operato non è del tutto negativo, ma ha esagerato indebitando il Comune all’inverosimile. Il municipio andava fatto, ma non si doveva esagerare con dimensioni e costi come è stato fatto. Un altro campo in cui ha strafatto è il consumo del suolo pubblico, e inoltre non ci sono stati progressi sul distretto sociosanitario.
- Come nasce Tutto Marcon? Come si è evoluto dal progetto iniziale?
L’idea di Tutto Marcon nasce come sito a metà anni Novanta. Il nome riprende gli opuscoli che venivano consegnati allora dalla SIP, con le cartine del territorio e varie informazioni: quei giornalini stavano scomparendo, così decidemmo di creare il sito. C’erano informazioni sugli orari delle attività, sugli eventi e sul territorio. Il sito durò qualche anno, ma nel frattempo nacque e si sviluppò Facebook. Il gruppo su Facebook nacque inizialmente per promuovere il sito anche tra i più giovani, creando un rapporto stretto tra le due realtà, che col tempo si sono separate: il sito era difficile da mantenere perché richiedeva aggiornamenti costanti e molta manualità, mentre il gruppo è diventato uno strumento sociale dove si crea comunità cosa che oggi non è più scontata.
- Di professione fa il vigile del fuoco: come è il rapporto tra la sua professione e la protezione civile?
Noi facciamo parte della protezione civile. La differenza è che la protezione civile interviene soprattutto nel campo della prevenzione, della tutela e della garanzia, mentre noi del corpo dei vigili del fuoco siamo i depositari del soccorso in caso di emergenza.
- Secondo lei quale è una priorità per i cittadini oggi?
Secondo me una priorità sono i servizi alle persone, in particolare quelli del terzo settore. Mancano i trasporti: a Marcon è ancora difficile muoversi con facilità nei vari punti del territorio tramite mezzi pubblici, soprattutto per i giovani. Mancano anche i servizi del distretto sanitario, che sono stati ridotti all’osso: con una popolazione che invecchia dovrebbero invece essere potenziati.


