mercoledì, 11 Febbraio 2026
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Il bivio

Primi giorni d’agosto, mi trovo all’interno di un’area molto bella delle Dolomiti e, di fronte a un cartello che da indicazioni sui diversi itinerari percorribili, alcuni turisti stranieri si stanno interrogando.

Le espressioni di dubbio sui loro volti mi attirano e tento, col mio claudicante inglese, di dare una mano.

Spiego il dislivello altimetrico da coprire se si vuole percorrere il sentiero 217 del CAI, e a una coppia che afferma di avere a carico anche due bambini, dico che sarà una loro valutazione se salire o rinunciare. Sembra decidano per salire e coprire i circa 700 metri di dislivello. Incuriosito dalla decisione presa senza tentennamenti, prima di salutare chiedo da dove provengano: la risposta è secca e mi colpisce, sono Israeliani. Colpisce nel senso che non te lo aspetti che mentre si è in guerra si possa agevolmente andare in vacanza.

La prima tentazione è stata di chiedere se non si vergognino di quello che sta facendo il loro Governo, ma subito dopo mi sono limitato a una smorfia con saluto.

Chi mi dava il diritto di condannarli seduta stante? Forse avessi espresso il mio primo pensiero magari mi avrebbero risposto che anche loro stanno “subendo” un governo razzista e autore di crimini contro l’umanità? Valeva la pena coinvolgere in una discussione un’intera famiglia?

Non so rispondere se il mio saluto con smorfia sia stata la scelta migliore, ma chi ha amici israeliani spero si dia da fare per cercare di farli rinsavire, nel caso siano concordi con quanto sta attuando il loro, pur contestato, Premier Bibi.

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