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 A Marzabotto il cardinale Zuppi legge i nomi dei bambini uccisi a Gaza

Marzabotto, 14 agosto 2025.


Con un gesto di profonda umanità e memoria, il cardinale Matteo Maria Zuppi ha scelto Marzabotto, luogo simbolo della barbarie nazifascista, per lanciare un appello per la pace a Gaza.

Davanti a una folla commossa, ha letto uno per uno i nomi dei bambini uccisi nel conflitto, restituendo loro dignità, identità e voce.

Marzabotto, teatro dell’eccidio del 1944, è da decenni un luogo di riflessione sulla violenza e sulla responsabilità storica. La scelta di Zuppi di pronunciare lì i nomi dei piccoli morti a Gaza è carica di significato:

“Ogni nome è una vita spezzata. Ogni bambino ucciso è una ferita aperta per tutta l’umanità. Non possiamo restare indifferenti.”

Il cardinale ha letto centinaia di nomi, in silenzio.

Nessun discorso retorico, solo la voce che si fa eco di vite perdute.

L’elenco è stato raccolto da fonti umanitarie e organizzazioni internazionali, in un lavoro di documentazione che sfida l’oblio.

Zuppi, presidente della CEI e figura di riferimento nel dialogo interreligioso, ha ribadito il ruolo della Chiesa come ponte tra i popoli:

La pace non è una parola astratta. È fatta di volti, di storie, di bambini che non giocheranno più. Dobbiamo gridarla, cercarla, costruirla.”

All’iniziativa erano presenti anche rappresentanti di altre comunità religiose e laiche. Un gesto corale, che ha superato confini religiosi e politici per affermare un principio universale: il diritto alla vita e alla pace.

In un tempo in cui le guerre sembrano moltiplicarsi e l’indifferenza dilagare, il cardinale Zuppi ha ricordato che la pace non è un’utopia, ma una responsabilità. E che ogni nome pronunciato è un seme di memoria che può germogliare in giustizia.

È un po’ stupito Paolo Barabino, superiore del ramo maschile della Piccola Famiglia dell’Annunziata, che ha organizzato l’iniziativa con il cardinale pensandola come momento di preghiera pubblica, senza però aspettarsi l’eco mediatica e le numerose richieste di partecipazione che sono giunte.

I nomi delle vittime tra zero e dodici anni sono stati presi da elenchi ufficiali: «Le vittime israeliane sono 16 (sedici), identificate grazie a un documento testuale fornito dal governo, con foto e storie. Le vittime palestinesi sono circa 12.000 (dodicimila), contenute in un elenco con età, nomi in arabo e traslitterati. Questo è stato fornito dal ministero della salute di Gaza e riportato dal Washington Post in ordine di età».

Considerando anche i minori tra i 12 e i 17 anni, i nomi salgono a 18.000 (diciottomila).

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