“Un tempo …” – che bella questa espressione che rende l’idea di quanto sia vecchio chi scrive – un tempo, dicevo, le foglie degli alberi spoglianti si coloravano delle tinte calde del foliage (detesto questo termine, ma tant’è) verso la fine di ottobre. Ora le foglie degli alberi assumono la veste autunnale soltanto nei primi giorni di dicembre, a conferma degli effetti del riscaldamento globale sul periodo vegetativo e sulle temperature medie. I soli che non se ne sono accorti sono i nostri governanti, tutti presi a scovare “l’ideologia” nel pensiero ecologista. Loro, del resto, aspirano alle basi marziane di Elon Musk e noi, a nostra volta, speriamo ardentemente che possano raggiungerle quanto prima.
Abbiamo iniziato con questo argomento il nostro breve contributo odierno perché siamo certi che, leggendo il titolo, la prima cosa che vi è saltata in mente, a proposito di colori e di piante, è stata appunto quella del foliage.
In realtà stiamo parlando di tutt’altro. Nel senso che vorremmo che i nostri gentili Lettori potessero cogliere il nesso tra i colori di fiori e di frutti e i messaggi ecologici che ne derivano.
Ma spieghiamo innanzitutto, per i due o tre lettori che non ne sono edotti cosa significa il “mimetismo” in questo caso. Esso non significa infatti “nascondersi” o “rendersi invisibili”, ma significa bensì “linguaggio mimetico” e dunque “diffusione di messaggi”, che nello speciale sistema di comunicazioni che presiede alla vita vegetale e animale, viene espresso dai colori.
Cominciamo dai fiori, su cui sono state scritte opere enciclopediche di centinaia di volumi. La loro forma e il loro colore esprimono infatti messaggi di seduzione rivolti ovviamente agli animali che svolgono il ruolo di pronubi. Tali messaggi di natura fisica, che si coniugano con quelli chimici dei profumi, sono finalizzati ad attirarne l’attenzione, si tratti di api, mosche, lucertole, pipistrelli o di altri piccoli mammiferi. Nelle foreste tropicali il ruolo di impollinatori viene infatti svolto da specie animali appartenenti a classi diverse.
Più il colore della corolla risulta vistoso, più il messaggio mimetico risulta ovviamente efficace. Aspetto, quest’ultimo, che ci consente di accennare al dato per cui i fiori di roccia e di ghiaione e dunque i fiori di alta montagna, presentano in genere colori assai vistosi, con una prevalenza di giallo luminoso (Papaver rhaeticum) e di blu (Gentiana sp. pl.). Soluzione evolutiva dovuta al fatto che la flora d’alta montagna dispone di un periodo vegetativo assai ridotto (circa ottanta giorni contro i centottanta della pianura) e dunque deve rendere il messaggio mimetico per attirare i pronubi il più efficace possibile.
Va tuttavia segnalato anche il caso che riguarda alcune specie di orchidee, in cui il fiore esprime la forma e il colore della femmina di una determinata specie di insetto pronubo. In quei casi, il maschio viene attirato all’accoppiamento e nel tentativo di copula determina l’impollinazione del fiore. Soluzione evolutiva, quest’ultima, che appare di raffinata e stupefacente efficienza.
Naturalmente esistono anche fiori privi di colori e di forme vistosi. In questi casi l’impollinazione è infatti anemogama e dunque si affida ai milioni e milioni di pollini trascinati dal vento.
Anche i frutti, ovviamente, usano il segnale mimetico fisico del colore per attirare i consumatori e garantirsi la dispersione del seme. Si pensi ai frutti rossi delle rosacee: del biancospino, della rosa di macchia, del melo, del sorbo degli uccellatori, ecc. Ma si pensi anche ai frutti di colore blu del prugnolo o a quelli di colore nero lucente del ligustrello, del sambuco o dello spin cervino. Tutti colori che risaltano nel verde omogeneo delle chiome arboree e arbustive e che contribuiscono al funzionamento del Sistema Vivente. Proprio grazie ai messaggi mimetici di cui l’evoluzione ha dotato le piante e che persino l’uomo (Homo sapiens?), il più tonto dei primati, è in grado di comprendere e di sfruttare, il Sistema Vivente ottiene il reciproco vantaggio della specie animale e di quella vegetale che gli offre i suoi frutti.


