È terminata da poco la festa dell’unità della provincia di Venezia, che dopo 14 anni di assenza è tornata a Marcon.
Dire che è stato un successo credo sia riduttivo: mai negli ultimi anni una festa politica ha raccolto in una piazza così tante persone, di diverse età e città, per discutere di attualità e progetti futuri, tutti attorno a un tavolo a mangiare.
Credo che sia proprio questo ultimo elemento che ha reso questa festa davvero speciale: la convivialità.
Condividere il cibo significa condividere tempo, emozioni, storie. Significa guardarsi negli occhi, ascoltarsi davvero, riempire il silenzio con parole genuine o semplicemente lasciarsi andare al piacere della compagnia.
È in questi momenti che l’ordinario si fa straordinario, che la fretta si arrende alla lentezza del vivere bene, ed è in questi momenti che esce il nostro vero io.
Parlare di attualità, dunque, diventa magicamente più semplice, più dolce, quasi naturale: anche i temi più aspri, come le guerre e le crisi che dilagano nel mondo, diventano più leggeri.
I temi trattati sono tra i più vari: economia, trasporti pubblici, la guerra a Gaza, il futuro della nostra regione Veneto e molti altri ancora.
Ma soprattutto, dalla piazza di Marcon, il centro sinistra unito (dopo tanto tempo direi) ha presentato il suo prossimo candidato a presidente della regione, Giovanni Manildo.
Ex sindaco di Treviso, si è dimostrato negli anni un ottimo amministratore, chiaro nelle idee e rapido nell’esecuzione, capace di mettere al primo posto l’interesse pubblico della città, e possiamo dire che i risultati si sono visti.
Un ringraziamento speciale va ovviamente a tutto lo staff di volontari che si è prodigato le sue energie giorno e notte per la realizzazione di questa festa, con passione e generosità.
Sono convinto e speranzoso che la nostra provincia ospiterà, nei prossimi anni, altre feste dell’unità così belle, partecipate ed emozionanti come questa.


