Nel cuore delle Dolomiti Bellunesi, incastonato tra le vette della Val Biois, sorge Canale d’Agordo: un borgo affascinante che oggi accoglie escursionisti, amanti della natura e viaggiatori in cerca di autenticità. Tra sentieri panoramici e aree perfette per un picnic, il paese offre un’esperienza di quiete e bellezza incontaminata. Ma dietro questa immagine idilliaca si cela una storia sorprendente, fatta di lavoro e innovazione sociale.
Un tempo noto come Forno di Canale, il borgo fu un importante centro metallurgico fino alla metà del Settecento. Le miniere e i forni fusori ne facevano il fulcro economico della valle, dando lavoro e identità a una comunità montana operosa e resiliente.
Canale d’Agordo è conosciuto in tutto il mondo per aver dato i natali ad Albino Luciani, salito al soglio pontificio nel 1978 con il nome di Giovanni Paolo I. La sua figura ha lasciato un’impronta indelebile nella memoria collettiva, ma non è l’unica personalità ad aver segnato la storia del luogo.
Tra i protagonisti meno noti ma straordinari, spicca don Antonio Della Lucia, nato nel 1824 a Vich, frazione di Frassenè Agordino. Figlio di contadini, riuscì a entrare in seminario grazie alla solidarietà dei suoi compaesani. Ordinato sacerdote nel 1849, fu prima a San Tomaso Agordino e poi, dal 1860, a Canale d’Agordo, dove si distinse per il suo impegno sociale.
Don Antonio non fu solo un parroco: patriota durante il Risorgimento, fu costretto all’esilio in Toscana. Tornato in patria, si dedicò a migliorare le condizioni di vita dei contadini, anticipando il cooperativismo italiano. Nel 1868 fondò il primo asilo rurale della provincia di Belluno e promosse biblioteche itineranti per combattere l’analfabetismo.
La sua intuizione più rivoluzionaria arrivò nel 1872, con la fondazione della prima Latteria Cooperativa d’Italia, nata proprio a Canale d’Agordo. L’anno successivo diede vita alla Società di Mutuo Soccorso di Carfon. In un’epoca in cui i piccoli produttori erano vulnerabili sul mercato, don Antonio propose un modello basato sull’unione e sulla solidarietà. Per convincere i più scettici, lavorava personalmente il latte acquistato dai contadini, dimostrando la validità del progetto.
Il successo fu tale che il modello si diffuse rapidamente, ricevendo il sostegno del Ministero dell’Agricoltura. Nel 1888 fondò la Federazione delle Latterie Agordine, che partecipò all’Esposizione Nazionale di Torino del 1884 e fu premiata a quella di Palermo nel 1895.
Cavaliere del Regno e membro del Consiglio Superiore dell’Agricoltura, don Antonio Della Lucia si spense a Caviola nel 1906, lasciando un’eredità che ha migliorato la vita delle comunità montane e ispirato l’intero Paese.
Curiosamente, nello stesso periodo a Mogliano Veneto, il parroco don Pasquale Molena e il sindaco Costante Gris avevano avviato un progetto simile. Non sappiamo se le loro strade si siano mai incrociate, ma un punto certo di contatto fu l’Esposizione Nazionale di Torino del 1884, dove le idee di cooperazione e progresso sociale si incontrarono.



Treviso 01 08 2025 – Grazie di questo contributo…