mercoledì, 21 Gennaio 2026
Home Attualità Il coraggio di praticare la Costituzione

Il coraggio di praticare la Costituzione

Alcuni giorni fa, un insegnante di scuola secondaria di secondo grado, con una lettera apparsa in un notissimo quotidiano nazionale, manifestava la propria delusione per quanto era accaduto nel suo istituto. Nella sua scuola, un terzo dei docenti aveva proposto di aderire alla campagna di Emergency sul ripudio della guerra. La mozione doveva essere votata nel collegio docenti, ma la Dirigente aveva manifestato la propria contrarietà all’iniziativa dichiarando di non aderirvi, sostenendo che “a scuola non si fa politica”. Sic! Quella presa di posizione ha provocato non solo la mancata approvazione della mozione ma, quello che è grave, il voto contrario anche dei docenti che l’avevano già sottoscritta.

Che dire? Una prova inconfutabile di contraddizione, ma forse anche un atto di codardia. La scuola rinuncia alla propria funzione educativa per timore di assumere una posizione critica nei confronti del potere costituito, nonostante le garanzie previste dalla nostra insuperabile Costituzione!

Per fortuna ci sono anche repliche della storia in controtendenza. Docenti all’altezza del loro ruolo. È il caso, ad esempio, del Senato Accademico dell’Università di Padova che, proprio di recente, ha approvato, all’unanimità, una mozione contro le violazioni dei diritti umani di cui abbiamo quotidiana contezza per l’orrore che vediamo ogni giorno accadere nella Striscia di Gaza.

Già il 14 maggio 2024, con un testo analogo, l’Ateneo patavino aveva condannato l’uso della forza militare e auspicato soluzioni pacifiche nel rispetto del diritto internazionale.

Nella nuova mozione, approvata durante la seduta del Senato Accademico tenutasi il 1° luglio 2025, l’Università di Padova denuncia le “violazioni sistemiche dei diritti umani fondamentali del popolo palestinese” e “l’esacerbarsi dell’azione militare dello Stato di Israele a Gaza”. La Rettrice ha condiviso l’iniziativa del Senato Accademico e ne ha sottolineato l’appello affinché le istituzioni facciano la loro parte, come si conviene, per portare la pace nella martoriata area del Medio Oriente, sottoposta a quotidiani bombardamenti verso una popolazione di civili, massime bambini, trattata in modo disumano e sistematicamente sterminata.

Nel documento approvato dall’ Ateneo patavino colpisce la motivazione che dà sostanza e nobiltà alla scelta operata. Contiene, infatti, un richiamo alla storia della nostra università, dove sia detto di passata, ho avuto il privilegio di passare quasi 50 anni della mia vita lavorativa come professoressa. Il gesto di oggi si inserisce in maniera continuativa e coerente con il passato del nostro Ateneo.  Fin dalla sua fondazione, l’Università di Padova, con il motto Universa Universis Patavina Libertas ha garantito la convivenza nelle sue aule e strutture di studentesse e studenti, docenti, ricercatrici e ricercatori di ogni provenienza geografica, credo religioso e convinzione politica. Il nostro Ateneo, per primo, ha dato vita a un Centro di Ateneo per i Diritti Umani, impegnato da decenni nella promozione della cultura dei diritti fondamentali e della pace intitolato a «Antonio Papisca», il docente che lo ha fondato nel 1988.

Questo il testo integrale della mozione approvata:

“L’Università di Padova, di fronte al proliferare delle violazioni sistemiche dei diritti umani fondamentali del popolo palestinese e all’esacerbarsi dell’azione militare dello Stato di Israele a Gaza, fa proprie le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, auspicando il superamento della “logica del conflitto per abbracciare una prospettiva di pace, ricostruzione e benessere, nel pieno rispetto dei diritti umani”.
L’Università, inoltre, condanna tutte le ripetute violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani compiute dallo Stato di Israele, certificate dall’ONU, dalla Corte Penale Internazionale e dall’Unione Europea, e chiede fermamente l’accesso umanitario alla Striscia di Gaza in modo da “porre quanto prima fine alle inaccettabili sofferenze della popolazione civile”.
L’Ateneo auspica il rafforzamento delle iniziative diplomatiche e politiche finalizzate a far cessare le violazioni di norme di diritto internazionale, che includono bombardamenti indiscriminati e blocco degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, e rivolge un appello a quanti hanno responsabilità politiche e di governo per garantire la piena attuazione di tutte le risoluzioni ONU relative ai rapporti fra Palestina e Israele: l’applicazione del diritto internazionale, non l’uso della forza, ritorni ad essere lo strumento di risoluzione delle controversie.
L’Ateneo di Padova, forte della sua storia, si impegna a rafforzare la propria azione nel promuovere ogni iniziativa accademica, didattica o umanitaria orientata alla costruzione di una cultura della pace, della giustizia e della dignità, riaffermando il ruolo dell’Università come spazio di dialogo aperto, libero e rispettoso delle diversità, schierato contro ogni forma di oppressione, apartheid e violenza istituzionalizzata.
In tale prospettiva, l’Ateneo conferma il proprio impegno a farsi promotore, in sede CRUI, presso il MUR e in qualsiasi sede istituzionale nazionale e internazionale, di una posizione condivisa delle Università italiane a sostegno dell’autodeterminazione del popolo palestinese e del riconoscimento dello Stato Palestinese.
L’Università di Padova ribadisce che gli accordi istituzionali con Università israeliane già attivati e i progetti accademici che coinvolgono ricercatrici e ricercatori, hanno esclusiva valenza didattica e di ricerca in coerenza con lo Statuto e con l’articolo 15 del Codice di Integrità della Ricerca.

Carla Xodo
Carla Xodo è professoressa emerita di pedagogia generale e sociale dell’Università degli studi di Padova. Tra i molti incarichi istituzionali al Ministero e all’Università, è stata anche vicesindaco e assessore alla pubblica istruzione e cultura del Comune di Mogliano Veneto nella legislatura 1980 al 1984.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here