Luca Omar, veneto del 2000 [§ 2]

Termina oggi con il secondo capitolo la storia “Luca Omar, veneto del 2000” di Enrico De Zottis


Gli sguardi. Ecco, quelli sì che li ricordo. Non le parole, quelle scivolano via. Ma gli sguardi dei genitori degli altri bambini, a scuola, quelli mi sono rimasti dentro. Un misto di curiosità, di preoccupazione e, a volte, quasi di… commiserazione. Come se fossi un mistero, un oggetto sconosciuto che non sapevano bene come etichettare e dove mettere. “Poverino,” sembravano pensare nel migliore dei casi.. “Poveri noi”, sembravano pensare nel peggiore. “Chissà da dove viene, chissà se finirà male…” Domande non dette, ma che pesavano.

Quando i miei si sono lasciati, e mio papà è tornato in Marocco, lì sì che mi sono sentito davvero diviso in due. Non era solo il dolore del divorzio, che era già abbastanza difficile da gestire per un adolescente. Era come se una parte di me se ne fosse andata e l’altra fosse rimasta qui, ferita e incompleta, a guardare il cielo e a porsi domande che non avevano risposte. Per tanto tempo ho sentito dentro quella lacerazione. Poi con gli anni, vivendo qui, ho capito. Ho capito che la mia terra è questa. Il rumore dei trattori nei campi, il profilo delle montagne all’orizzonte, le sagre con la musica anni 80 che suona fino a tardi e le bestemmie di mio nonno – si, perfino quelle. Questa è la cultura a cui sento di appartenere, quella che mi risuona dentro. E il Marocco? È un sogno, certo. Un posto magico, da visitare, da tenere nel cuore. Ma casa è qui, dove voglio stare.

E la medicina… be’, è successo tutto quella volta alla partita di rugby, neanche tanto tempo dopo il divorzio dei miei. Un uomo si è sentito male sugli spalti. Ricordo ancora l’agitazione, la gente che si accalcava intorno e la partita sospesa con noi a guardare senza poter fare qualcosa. E poi, di colpo, sono arrivati loro: i paramedici. Veloci, precisi, come dei ninja. E hanno salvato la vita di quell’uomo, lì, davanti a tutti. In quel momento, mentre il pubblico e anche noi scoppiavamo in un applauso liberatorio, qualcosa mi si è mosso dentro. Un desiderio fortissimo. Volevo essere capace di fare esattamente quello. Di avere nelle mani e nella testa quella capacità di aiutare gli altri. Non era vocazione mistica, ma una cosa molto concreta e seria. Il desiderio di aiutare. Di fare del bene a questa comunità, che sento mia e di cui voglio essere parte attiva, e non solo un ospite di passaggio.

Ed ecco quindi, fatta la maturità, che mi sono chiuso in casa quasi tutta l’estate a studiare per prepararmi al test di ingresso a Medicina. Quando ho saputo che lo avevo passato mi sono sentito come se avessi vinto alla lotteria – era reale, potevo davvero diventare medico!

Intendiamoci, anche all’università mi è capitato di dover sentire certi ritornelli che si commentano da soli, tipo: “Ah, studi medicina per poi andare a curare le persone nel tuo paese?”. Il mio paese. Ma quale? Castelfranco?.. Mi imponevo di farmi scivolare addosso quelle frasi, ma un po’ mi restano sempre sotto la pelle. E poi una volta, il professore che mi faceva da relatore per la tesi mi ha chiesto, in tutta sincerità e innocenza, consigli per il suo viaggio da Marrakech a Tangeri, passando per Casablanca. Non sapevo davvero cosa dirgli. “Purtroppo non so aiutarla”, gli ho risposto “Però se vuole, posso consigliarle il percorso migliore per andare da Castelfranco a Montebelluna in bicicletta.” Ha fatto una faccia… Forse ha pensato fossi ironico, ma era la pura verità.

Ora mi sono laureato, finalmente. E adesso c’è la specialità. Penso a Medicina d’Urgenza. Lì, in prima linea. Sì, sarebbe perfetto. Lì mi sentirei davvero nel mio posto.  Con questa laurea in mano, con tutti gli anni di studio sulle spalle, voglio solo potermi mettere al lavoro per prendermi il mio posto tra questa gente – la mia gente.


Il primo capitolo è stato pubblicato ieri martedì 22/07/2025

Enrico De Zottis
Enrico De Zottis Nato a Venezia nel 1987 e cresciuto a Mogliano Veneto, da oltre un decennio si occupa professionalmente di Gestione delle Risorse Umane presso aziende multinazionali. Ad oggi vive e lavora a Lione (Francia). Nel tempo libero si dedica allo studio di tematiche socio-economiche, oltre che alla musica e al trekking. Ha conseguito la Laurea Magistrale in Giurisprudenza a Padova e un Master in Analisi Economica a Roma.

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