Il passaggio all’università

Di seguito troverete delle riflessioni personali e dei consigli sul passaggio dalle superiori all’università da parte di qualcuno che lo sta vivendo.


Dopo cinque anni di superiori, nel mio caso di liceo scientifico delle scienze applicate, è naturale fermarsi un attimo ed analizzare la situazione. Pensando al fatto che mi sono iscritto all’università, rifletto su quanto il percorso da me finora seguito sia pieno di riti obbligatori che, nella concretezza delle cose, sono una formalità.

Ad aprile, volendo studiare economia, ho sostenuto un Tolc-E, ossia una prova composta da trentasei quesiti di logica, matematica e comprensione del testo necessaria per entrare nelle graduatorie nazionali e poter accedere ai bandi di ammissione universitari. Escludendo dal ragionamento chi, come il sottoscritto, ha intenzione di iscriversi a corsi di laurea con un numero limitato di posti, il test di ammissione inizia a prendere le sembianze di una tassa più che di uno strumento per selezionare chi sia adatto a seguire un determinato percorso di studi.

Analizziamo adesso la tappa successiva del mio cammino: la maturità o, per meglio dire, l’“Esame di Stato”. Premetto che mi sono diplomato con un punteggio di cento centesimi, ma, anche se avessi ottenuto settanta punti, la mia qualifica non sarebbe cambiata. L’unico limite legato al voto di maturità, infatti, è quello dell’accesso ai concorsi pubblici, che richiedono almeno un settanta. Nel 2024 è stato ammesso all’esame il 96,3% degli scrutinati e di questi il 99,8% si è diplomato (dati ricavati dal sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito). Non voglio polemizzare sull’utilità di questa prova, ma è chiaro che in presenza di condizioni simili ci si può aspettare forme di protesta come quelle dei giorni scorsi, che hanno visto delle studentesse rifiutare di sostenere la parte orale dell’esame. Forse la soluzione a tutto questo non è quella di “bocciare” chi “boicotta” l’esame come sostenuto dal Ministro Valditara, ma il rivedere quello che è un rito antiquato e forzato, però questa è solo la mia personale opinione.

Vorrei dare un paio di dritte basate sulla mia esperienza a chi un domani si troverà di fronte a queste “sfide”. Al me di qualche mese fa direi di stare tranquillo, perché l’aver studiato negli anni ed il ripassare in modo organizzato sono più che sufficienti per affrontare la maturità. Quanto al Tolc, se dovessi tornare indietro nel tempo, ripeterei la decisione di sostenerlo durante l’anno scolastico, avendo così il tempo per altri tentativi, se necessari, ed evitando di sottrarre tempo al periodo estivo.

Nonostante le contraddizioni ed il carico di lavoro, so per certo che questo passaggio ha scritto una pagina della mia vita che difficilmente dimenticherò. Adesso attendo con entusiasmo ciò che il futuro mi riserva.

Alessandro Vinciati
Nato a Conegliano e divenuto marconese all’età di tre anni. Fluente in italiano, inglese e rumeno. Studio Economia Aziendale a Venezia. Membro dei Giovani Democratici di Marcon.

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