Sono rimasto molto addolorato dalla repentina scomparsa della professoressa Ermini. L’avevo conosciuta all’inizio degli anni 2020 quando mi aveva proposto, unitamente all’Editore Walter Arcari di collaborare al periodico L’Eco di Mogliano.
Ero riluttante ad accettare l’offerta perché mi sentivo impreparato. Ma fu lei ad incoraggiarmi: «sei una buona penna vedrai che ce la farai!».
Lusingato dalle sue parole mi sono rincuorato ed ho accettato. Il sodalizio è durato sino a quando ha lasciato la Direzione del Periodico; da lei ho imparato molto e gliene sarò sempre grato.
Marchigiana di origine ma moglianese da 48 anni, è stata docente di lettere molto apprezzata che negli anni ha formato generazioni di giovani; è stata, appunto, la storica direttrice de L’Eco di Mogliano ed anche una nota scrittrice. Tra le sue opere più recenti e significative vi è Ritratto di città – Sogni-Vittorie-Sconfitte [Arcari Editore]. Dal volume ho ripreso la presentazione curata dall’autrice.
“Una città non è disegnata semplicemente, si fa da sola! Basta ascoltarla perché Essa è il riflesso di tante storie, è l’ora che precede il buio e l’orologio nella piazza della chiesa segna le 19.00. Scendo dal treno e mi avvio verso la macchina, faccio il sottopasso, percorro via Matteotti la strada più trafficata dai pedoni della Città. Il semaforo del Terraglio con il rosso blocca i pendolari assorti nei loro pensieri, incuranti della fila di macchine che nei due sensi si stende lungo il Terraglio. Rosso, poi verde e via al di là di Piazza Duca d’Aosta, i pendolari sciamano in diverse direzioni ed io fra essi: Galleria Avogadro, Via Zara, Via Gris, Piazza Mercato, il parcheggio dell’area Ca d’oro in un susseguirsi di macchine in sosta fra aree degradate. Il solitario arco del Poliambulatorio posto in mezzo a un deserto pieno di auto si erge in spazi vuoti come orbite cieche. Il centro della mia Città è un grande parcheggio, un centro che non c’è, un commercio che soffre, una piazza con scarso appeal. È questo il cuore di Mogliano Veneto, un luogo dove i passi si fanno frettolosi, dominato da alcuni vecchi edifici in parte fatiscenti che aspettano da troppo tempo un complessivo progetto di recupero. Mentre mi avvio penso ai milioni di parole spese, il vento dell’indifferenza ha disperso in questi anni tra tanti sogni e tanti progetti. Vado a ritroso per ripercorrere alcune tappe. L’idea di scrivere questo libro è nata nell’estate del 2013 quando stavo lavorando al volume per i trent’anni dell’Eco di Mogliano, lo storico mensile della nostra comunità. Sfogliando le varie annate riapparivano e tornavano nitide alla mente storie, immagini, personaggi e scelte politiche ed amministrative fatte o solo ipotizzate. Un intero mondo che viene riassorbito e scompare nella nostra quotidianità. Erano vicende da me narrate in articoli di cronaca come corrispondente della Tribuna di Treviso e come direttore dell’Eco di Mogliano, raccontate attraverso le pagine del periodico moglianese da giornalisti e collaboratori. Quanti volti, quanti concittadini giovani e non, passati nella redazione durante il mio lavoro più che ventennale. Quanti dibattiti di fuoco in Consiglio comunale, quante maggioranze nate e rovesciate da accordi notturni nelle segreterie dei partiti! Una valanga travolgente di eventi e scelte amministrative che hanno fatto la storia della Città. Opere pubbliche oggi appartenenti al nostro quotidiano di cui abbiamo dimenticato le peripezie. Questo libro è il frutto dello sguardo curioso, indagatore del cronista nel narrare gli eventi, cioè la ricostruzione delle vicende e delle vicissitudini di alcune opere pubbliche significativamente e che non devono essere dimenticate. È un lavoro che spazia dall’inizio del 1900 e si sofferma in modo particolare dagli Anni ’60 ad oggi. In questo intervallo di tempo si è sviluppata la storia della nostra Città, dalla ricostruzione del dopoguerra al miracolo economico, da un paese essenzialmente legato alla agricoltura al grande progetto di trasformarlo in qualcosa d’altro, dall’ascesa della classe operaia con la vicinanza di Marghera al sogno di un Piano regolatore che avrebbe dovuto fare di Mogliano Veneto un luogo vivibile e qualificato. La dinamicità amministrativa tesa a misurarsi con il futuro emerge dalle numerose delibere comunali che evidenziano un fermento di iniziative. Mostra un paese che guarda oltre, che diventa Città e si fa polo attrattivo per i nuovi residenti che vedono in essa e nel suo sviluppo la possibilità di una vita migliore. Nel dipanarsi delle vicende, come in ogni storia, troviamo un mondo in chiaroscuro. Assistiamo così ai sogni perseguiti con tenacia per approvare il Piano Regolatore che disegni una città ricca di servizi, alla scelta di uno strumento urbanistico che rimetta al centro dello sviluppo gli spazi in cui ospitare scuole ed impianti sportivi. Si contraggono mutui per acquistare i terreni necessari alla realizzazione del progetto che poi, nel tempo, le successive maggioranze politiche cercheranno di realizzare. Tra i sogni accarezzati quello della lunga storia della città divisa in due, con i mille piani per collegare l’est all’ovest, fra Cavalcaferrovia e sottopassi. Morire di traffico e nel contempo vagheggiare una Città verde per tutti, tra i parchi secolari delle ville venete e la vitalità di una comunità che è stata sempre accogliente ed ospitale. Gli Anni ‘70 vedono la realizzazione di molteplici opere pubbliche: scuole e servizi. Segue il boom demografico con un paese che diventa Città e si arricchisce di una nuova linfa e di nuove esperienze. Ma accanto a questo, anche gli incubi del Palazzo della salute, le occasioni perdute ed i soldi spesi, la vicenda singolare della Piazza dei Caduti realizzata e poi dopo qualche anno abbattuta. La storia di una Città può essere raccontata in vari modi, in questo caso gli Eventi di Mogliano vengono narrati attraverso le peripezie delle opere pubbliche. Sullo sfondo si muovono i personaggi della vita politica e non solo ed anche le maggioranze di turno che elaborano scelte determinanti per il futuro. I protagonisti ed i temi trattati si perdono e si ritrovano in un groviglio che alla fine si dipana; tanti tasselli collegati tra loro permettono al lettore di ricomporre e di ricostruire una parte della storia della Città. Attraverso le pagine prendono forma le visioni che hanno accompagnato i nostri amministratori nella gestione della cosa pubblica attraverso la lettura di fenomeni politici e sociali. I giovani governanti moglianesi furono molte volte dei pionieri, sicuramente appassionati della politica, nel far nascere a Mogliano la prima maggioranza di centro-sinistra contro le resistenze dei partiti a livello provinciale e delle gerarchie ecclesiastiche e poi nello sperimentare alchimie dialettiche ed il confronto permanente. La città appare una matrioska nella misura in cui le parti che la compongono restano racchiuse in sé stesse, ma poi esse si moltiplicano allorché si analizzano le loro componenti. La Città offre un’immagine tipicamente femminile che custodisce, nella sua rappresentazione simbolica, numerosi figli. Il luogo in cui viviamo è una madre, che nella sua comunità e nel territorio accoglie ognuno di noi con le proprie storie e con le proprie emozioni. È la città in cui ci riconosciamo, è la casa a cui ritornare, è il luogo della quotidianità di cui siamo partecipi, è la memoria collettiva della nostra identità. Questo libro è anch’esso una matrioska che i lettori possono scomporre e ricomporre: Frammenti d’immagini di Mogliano Veneto, visi, fatti anche di epoche lontane, un caleidoscopio, una narrazione continua intrecciata di eventi. Esso intende essere una testimonianza, un contributo per tenere viva la memoria di una Città senza consapevolezza di sé che perde le tracce della propria vita, del proprio passato e rischia di scivolare a poco a poco nell’oblio. Accompagnano e completano il lavoro le splendide foto dell’archivio di Cesare Bison, la memoria storica di Mogliano. Una ricchezza incalcolabile perché ogni immagine, a volte, dice quanto mille parole. Lo scatto non è soltanto rappresentazione della realtà: il fotografo seleziona, sceglie, trasfigura ciò che accade. La forza di molte immagini sta nella capacità di riassumere e rappresentare le circostanze e precise situazioni. In questo libro le parole e le foto sono complementari, costituiscono diversi piani di lettura e creano una rete di suggestioni.”
Ultima iniziativa della scrittrice Ermini sempre per l’editore Arcari, sponsorizzata dall’Amministrazione comunale di Mogliano Veneto: “Estimati e notabili al Governo”– Mogliano Veneto e i suoi sindaci dal 1866 al 1926 – curato da Franco Maccarone e Luciana Ermini, coppia anche nella vita: «Siamo molto felici di questa opera, frutto di due anni di ricerca e di condivisione. Ma non è questo il risultato migliore del nostro lavoro».
Fai buon viaggio Professoressa!


