ZONA DI GUERRA


“Piroscafo italiano con truppe affondato nel Basso Adriatico.
Roma, 9 giugno notte: Ieri, verso il tramonto, due sommergibili nemici hanno attaccato nel basso Adriatico un nostro convoglio composto di tre piroscafi trasportanti truppe e materiali di una squadriglia di Cacciatorpediniere. (…) le perdite, non ancora precisate si ritiene ammontino a circa la metà dei militari imbarcati in quel piroscafo”.

Con questo dispaccio l’agenzia di stampa Stefani dava notizia della tragedia consumatasi al largo del Golfo di Valona, nella quale perirono circa settecento uomini l’8 giugno 1916.

Tra le vittime, Antonio Tosato, nonno di Giorgio, autore del volume ZONA DI GUERRA – Auronzo -Cortina d’Ampezzo – Monte Piana -Tre Cime di Lavaredo – Comelico – Isonzo – Albania NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE (Gino Rossato Editore, Anno 1997, pag. 181).

Giorgio Tosato, basandosi su documenti austriaci e appunti lasciati dal fante Galileo Brusatin, ricostruisce la storia del 55 Reggimento Fanteria e dei suoi uomini.

Un racconto affascinante, quello di Tosato, senza retorica, che riporta anche ampi stralci del diario di Reggimento.

Dopo una breve panoramica su come fosse stata schierata la 4ª armata, l’autore lascia la parola al Brusatin.

Classe 1894, originario di Castelfranco Veneto, membro dell’Associazione reduci del cinquantacinquesimo nel dopoguerra, Galileo Brusatin ci fa conoscere alcune personalità come Don Riccardo Zannoni, e Giuseppe Corazzin.

Il primo, cappellano militare del reggimento, figurerà tra le vittime dell’affondamento del Principe Umberto.

Reduce della guerra di Libia e futuro co-fondatore del Partito Popolare, il secondo, che morirà a seguito di percosse subite da alcuni fascisti nel 1925.

Gli appunti di Galileo Brusatin sono semplici, poche parole per descrivere quei terribili giorni, dall’inizio delle ostilità fino all’agosto del 1915, quando Brusatin è costretto a lasciare il reggimento per raggiungere il plotone allievi ufficiali di Cortina.

Da questo momento subentrano altre testimonianze di fanti, tra le quali spicca una toccante lettera di Antonio Tosato alla moglie, pochi giorni prima di morire.

Un volume, quello di Giorgio Tosato, purtroppo reperibile solo su internet, che mette in luce il valore dei soldati e l’autentico disprezzo per la vita umana da parte delle alte gerarchie militari.

Antonio Fabris
Classe 1974, da venticinque anni dipendente della Confcommercio di Treviso, vivo da sempre a Mogliano Veneto, e sono un appassionato di Storia locale. Fan di Giovannino Guareschi, lettore di libri sul Veneto, e sulla mia città, frequento, e collaboro, con il Gruppo Ricerca Storica Astori "Don Giuseppe Polo". Da un paio di anni a questa parte, mi sono appassionato anche alla storia del ghetto di Venezia, in particolare della letteratura ebraica (1558-1663).

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