Per una volta iniziamo dal film. Pellicola di culto di tutta una generazione, Il Laureato (The graduate) di Mike Nichols del 1967 si avvaleva di una grande sceneggiatura, di una regia modernissima (basti pensare alle prime immagini riprese da dietro la maschera subacquea di Benjamin che nuota nella mega piscina di casa), di un cast perfetto e della indimenticabile colonna sonora di Simon e Garfunkel.
Dimentichiamo qualcuno? Ma certo: lei, la piccola spider rossa impolverata ricevuta in dono per la sua laurea che nella parte finale del film un disperato Benjamin (Dustin Hoffman) lancia sulle strade di Santa Monica cercando di impedire ad Elaine (Katharine Ross) di sposare Carl che non ama e seguire così le orme di sua madre, la perfida signora Robinson (Anne Bancroft). Ad un certo punto il nostro eroe, finita la benzina, la abbandona ai lati della strada iniziando una corsa forsennata per raggiungere la chiesa dove si sta per compiere il destino della ragazza di cui è innamorato. Tutto finisce bene con la scena di chiusura che vede i due giovani seduti nella parte posteriore di un autobus (lei ancora con il vestito da sposa) in viaggio verso la felicità (speriamo).
Non sappiamo più nulla invece della piccola spider rossa ma siamo qui proprio per parlare di lei.Innanzitutto, ricordiamo che si trattava di una Alfa Romeo 1600 spider.
Presentata al salone di Ginevra del 1966 prendeva il posto della Giulietta 1300 spider e della Giulia spider 1600, prodotte tra il 1955 e il 1962. Sviluppata partendo dal pianale della Giulia Sprint GT coupé, accorciato di una decina di centimetri, montava il magnifico quattro cilindri bialbero Alfa Romeo da 1.570 cm³ in lega leggera potenziato fino a 109 CV, con cambio a cinque marce interamente sincronizzate. Favorita da un ottimo rapporto peso/potenza (peso 990 chili) la vettura superava agevolmente i 185 km/h ponendosi come la più veloce nella sua categoria. Per darle un nome l’Alfa Romeo indisse un concorso con delle cartoline da compilare in tutte le sue concessionarie europee. Ne arrivarono oltre 14.000 e il poeta Leonardo Sinisgalli, presidente della giuria, scelse Duetto in quanto sintetizzava perfettamente l’armonia di grazie e di forza della vettura.
Purtroppo, questo nome non poté mai essere ufficializzato perché la Pavesi lo aveva già depositato per un suo prodotto dolciario. Così la Spider restò semplicemente Spider ma venne subito denominata “osso di seppia” per la sua linea inconfondibile, frutto dell’equipe di disegnatori capeggiata da Aldo Brovarone e Franco Martinengo supervisionata magistralmente da Giovan Battista “Pinin” Farina, scomparso solo pochi giorni dopo la presentazione della vettura, il 3 aprile 1966.
Per lanciare la nuova nata nell’importante mercato americano, quella stessa primavera la casa di Arese organizzò addirittura una crociera a bordo della turbonave Raffaello, ammiraglia della flotta italiana italiana, alla quale a vennero invitati 1.300 tra giornalisti, personaggi dello spettacolo, della musica e dello sport. Partita da Genova la nave raggiunse New York e per tutta la durata della crociera tre esemplari della spider, uno verde, uno bianco e uno rosso, si esibirono in giri dimostrativi sul ponte della nave mentre una lotteria ne fece vincere un altro ad un fortunato ospite estratto a sorte. L’Alfa Romeo 1600 Spider al momento dell’uscita sul mercato costava 2.300.000 Lire e della prima serie, che rimane la più bella, ne vennero prodotte 13.691 unità fino al 1969, compresa una versione 1.750 Veloce e una 1.300 Junior. Seguiranno poi altre tre serie, una “coda tronca” (1969), una “aerodinamica” (1983) e l’ultima del 1990. In totale ne sono state prodotte ben 124.115.
In conclusione, non possiamo non mandare un pensiero alla piccola spider abbandonata senza benzina da qualche parte a Santa Monica. Secondo voi Benjamin alias Dustin Hoffman sarà andato a riprendersela?
Iscriviti alla newsletter de “ILDIARIOonline”




