A Marcon, 1,5 milioni di KG di ossigeno in meno e 4500 KG di anidride carbonica in più all’anno

L’idea che noi umani siamo fuori dalla natura è veramente pericolosa, tutto ha conseguenze negative a cascata sul funzionamento degli ecosistemi e sui servizi vitali necessari a sostenere la civilizzazione, persino sull’economia. L’uomo ha aumentato la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera arrivando attualmente alla concentrazione più alta degli ultimi venti milioni di anni. Per cercare di ovviare a questo imponente problema possiamo avere comportamenti più sostenibili per ridurre la produzione di anidride carbonica ma anche cercare di immagazzinare quella che produciamo. Un ottimo modo per farlo è aumentare il numero di piante sulla Terra. Gli alberi hanno bisogno di anidride carbonica per crescere e, grazie alla loro capacità di assorbire carbonio, sono un ottimo mezzo per rallentare il riscaldamento globale. Al giorno, un albero, emette trenta litri di ossigeno e, in un anno assorbe in media circa trenta chilogrammi di anidride carbonica, in condizioni favorevoli può arrivare a più di cento; mentre una persona ne emette cinquemila. È chiaro che abbiamo bisogno di più alberi. Il noto fotografo Sebastiao Salgado e sua moglie, l’architetta Lélia Deluiz Wanick, hanno dimostrato al mondo cosa si può fare. In Brasile, in una zona deforestata in cui una volta sorgeva un bosco di millecinquecento acri, hanno piantato due milioni di alberi in vent’anni. Il risultato è straordinario, da una zona desertificata è nato un bosco colmo di vita vegetale e animale.

A Marcon, invece, si tende a fare il contrario. Le ultime due amministrazioni, infatti, nei sette anni passati, hanno deciso di tagliare circa centocinquanta alberi maturi e di grandi dimensioni, sottraendo ai cittadini più di un milione e mezzo di chili di ossigeno e la possibilità di eliminare quattromilacinquecento chilogrammi di anidride carbonica in un anno. Tagliare gli alberi non è mai una buona scelta, si dovrebbe sempre cercare una soluzione alternativa. L’art. 9 della Costituzione Italiana dice che la repubblica tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi anche nell’interesse delle future generazioni. A Marcon, invece, c’è chi pensa che gli alberi servano solo a “far pisciare i cani”, ignorando che la loro presenza sul territorio è di grande aiuto per tutti noi. Migliorano la qualità dell’aria, riducono il riscaldamento globale, abbassano le elevate temperature estive in città, ospitano molte specie, abbelliscono la città e hanno un effetto benefico sulla mente umana. Va cambiato il modo di pensare alle piante, non sono semplici oggetti inanimati che si possono spostare ed eliminare a proprio piacimento senza nessuna conseguenza. Dalle piante dipende ogni altro organismo vivente presente sulla terra. “Senza le piante, gli animali non esisterebbero; la vita stessa sul pianeta, forse, non esisterebbe. Esistiamo grazie alle piante e potremo continuare ad esistere soltanto in loro compagnia” – Stefano Mancuso, docente di botanica all’Università di Firenze. Vista la situazione attuale, è molto più saggio e vantaggioso aggiungere, mentre pensare che sostituire un albero maturo con uno giovane sia la stessa cosa è un grave errore di valutazione. La capacità di stoccaggio del carbonio di un albero varia in base a diversi fattori. Ciò che fa la differenza è la misura della superficie fogliare. Più è elevata, maggiori saranno l’ossigeno prodotto da una pianta e l’anidride carbonica assorbita. Le piante mature e sviluppate emettono più ossigeno e immagazzinano più anidride carbonica rispetto a quelle nuove. Perciò le scelte portate avanti al grido di “il mondo lo salvi qualcun altro” sono state un grosso danno, dettato dall’ignoranza e dal menefreghismo. Anche se piccoli, abbiamo il dovere di cercare di migliorare, ciò porterà giovamento alla nostra comunità ma anche, se gli altri faranno altrettanto, al mondo intero, e, quindi, ad ognuno di noi. Non si pretende che il Sindaco salvi il mondo ma che almeno non contribuisca a peggiorarlo e, magari, cerchi di aiutarlo migliorando il luogo in cui viviamo. Viene in mente la famosa frase “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”. Questo privilegio non andrebbe sprecato, perché “ultimi arrivati sul pianeta ci comportiamo come dei bambini che combinano disastri, inconsapevoli del valore e del significato delle cose con cui giocano.” Stefano Mancuso – La nazione delle piante.

Luca Colussi
Studi in ambito scientifico, dipartimento di biologia all’università di Padova. Appassionato e curioso di scienza, storia, fotografia, politica, sport e cucina. Dai molteplici interessi, alimentati e approfonditi mediante la frequentazione di corsi in vari ambiti.

4 COMMENTS

  1. Ottimo articolo, il messaggio che lancia è importante. Anche le piccole realtà possono contribuire a migliorare l’eco sistema. Non tempo di opere faraoniche ma di soluzioni in sintonia con la salvaguardia dell’ambiente.

  2. Hai perfettamente ragione Luca….. e mi permetto di aggiungere che anche il paesaggio sarebbe più bello!!!!

  3. Ottimo articolo
    Richiama valori importanti per ognuno di noi.
    Come si direbbe con un brutto neologismo “bipartisan”
    Comunque ci si voglia collocare politicamente riguarda tutti.
    Purtroppo questi articoli “certe persone” non saranno in grado di leggerli fino alla fine e in ogni caso non riuscirebbero a coglierne l’importante messaggio.
    Troppo accecati

  4. C’era un regolamento edilizio che imponeva in un nuovo lotto in costruzione si riservasse una parte a servizi ed una parte a verde e piantumazioni. Forse in questi 7 anni è sparito o non più applicato. ora ci vogliono asfalti e betonelle.
    Il verde e fatica e costi, quindi ci vorrebbe un pò più di amore responsabilità e lungimiranza
    per il futuro delle nuove generazioni.

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