27 October, 2021
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Per fare l’albero ci vuole il seme ma per fare un’oasi basta un cartello?

Un famoso brano di Sergio Endrigo dice che: “per fare l’albero ci vuole il seme e per fare tutto ci vuole un fiore”. A Scorzè per fare un’Oasi basta un cartello

Domenica, attratto da un resoconto che ho trovato in Internet sul percorso ciclo pedonale dei “4 Mulini” e sull’Oasi di Todori di Scorzè, decido di andarci per una passeggiata all’aria aperta. Parcheggiata l’auto in prossimità entro nel tratto che dalla via San benedetto porta al Mulino Michieletto e all’Oasi Todori per una lunghezza di circa 1700 mt. Il percorso si preannuncia bellissimo perché si snoda seguendo il tracciato ondulato del fiume Dese tra grandi distese coltivate e alberature fitte e ombrose. Il cartello indicatore, ben posizionato e abbastanza chiaro fa presagire una buona manutenzione e una visita piacevole e istruttiva…

Purtroppo la prima immagine che si presenta davanti ai miei occhi è triste (ultimamente abbastanza consueta): una serie di tronchi enormi giacciono al suolo (non capisco se abbattuti dal vento, dall’incuria o dalla volontà dei manutentori) privati dei rami più alti che probabilmente intralciavano la pista ciclopedonale.

Proseguo fino al mulino Michieletto, in posizione molto suggestiva e continuo fino al Mulino Todori che conclude questa parte del tracciato ma costituisce anche l’ingresso all’Oasi Todori. Con notevole sorpresa osservo lo stato di totale abbandono in cui versa questo sito naturalistico e lo stato a dir poco precario delle poche strutture di cui esso è dotato. Un pannello consunto e sporco, quasi illeggibile annuncia l’ingresso all’Oasi. La casetta in legno, che a quanto ho capito doveva servire da aula didattica per le scolaresche in visita ha la porta di ingresso sfondata e l’interno devastato:

i servizi igienici inaccessibili e anch’essi con vetri rotti e chiusi al pubblico, altri elementi di arredo come le panchine gravemente danneggiate, la sbarra di chiusura o ciò che ne rimane di visibile distrutta. Cammino ancora verso l’interno dell’Oasi seguendo il percorso principale, in quanto i percorsi secondari sono difficilmente riconoscibili per la sterpaglia che li invade e mi imbatto in un’area di sosta dove fa bella mostra di sé una discreta montagnola di rifiuti lasciati lì a marcire e un piccolo recinto contenente delle arnie. Non sono un esperto ma lo stato delle arnie non mi sembra proprio ottimale…

Proseguo fino ad un ponticello in legno che non supero perché non mi fido visto lo stato generale delle strutture e torno indietro.

Ho scattato le foto che vedete in questo articolo nella speranza che le veda anche qualcuno tra i responsabili di questo luogo potenzialmente meraviglioso ma apparentemente abbandonato. A titolo di cronaca riporto qui di seguito il testo di un vecchio articolo di stampa che ho recuperato, dopo una breve ricerca in rete, relativo alla inaugurazione dell’Oasi Todori nell’anno 2011 (anche se risultano studi e progetti relativi all’area naturalistica di Todori, circa 22 ettari su una vecchia discarica bonificata, che risalgono a diversi anni prima) così, tanto per farci un’idea della distanza che a volte passa tra le parole, i buoni propositi e i fatti concreti:

OASI TODORI, Domani alle 10 s’inaugura l’Oasi Todori, pronta ad accogliere visite guidate di scolaresche, gruppi e cittadini. (La Nuova Venezia 16 settembre 2011)”