29 September, 2021
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Colata di cemento nelle campagne, la responsabilità è anche nostra.

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La richiesta dei consumatori è sempre più sofisticata, il piccolo commerciante non riesce più a soddisfarla e tende a scomparire, i grandi centri commerciali si moltiplicano ma arrancano anche loro.

Cresce solo l’E-commerce, con le conseguenze disastrose sull’ambiente che vediamo…

Mi capita a volte di dover fare un acquisto più impegnativo del solito come un piccolo elettrodomestico, una lavatrice, un televisore, un computer. Come ormai è mia abitudine vado su Google e inizio la mia ricerca. Dopo qualche ora mi arrendo perché sono talmente tante le offerte, le differenze di prezzo e di qualità dei prodotti disponibili sul mercato che è impossibile farsi un’idea precisa e scegliere con convinzione. Spesso rinviare l’acquisto diventa la soluzione più semplice per evitare l’ansia da navigazione compulsiva. In ogni caso i problemi non finiscono qui perché, anche quando finalmente ho individuato il prodotto che soddisfa le mie esigenze, la marca, il modello e il prezzo, devo decidere dove comprarlo: dal piccolo commerciante di fiducia, in un centro commerciale oppure on line? Tutte opzioni che portano vantaggi e svantaggi che cerco di soppesare ogni volta attentamente in quanto non sono un consumatore inconsapevole e ritengo, in linea di principio, che sia meglio favorire il piccolo negozio anche se applica necessariamente un prezzo più alto. Devo considerare però che un piccolo negozio non ha l’assortimento che offre Amazon e difficilmente può offrirmi sempre quello che cerco, in questo caso vado in un centro commerciale che, essendo più grande di un negozio, ha una maggiore quantità di prodotti e offre la possibilità di vederli e toccarli per una migliore valutazione ma ultimamente anche i grandi store non riescono a contenere tutto ciò che un singolo settore offre al consumatore, spesso le “novità” del mercato sono surclassate dalle “offerte” di merce di magazzino o addirittura già fuori produzione. Alla fine quindi non resta che acquistare “on line” ciò che Google ha consentito di individuare come l’acquisto migliore in rapporto a qualità e prezzo. Da un lato dunque aumenta necessariamente la richiesta di acquistare prodotti “on line” e dunque si moltiplicano gli Hub logistici dedicati all’E-commerce (quegli edifici/mostro giganteschi che sorgono sempre più spesso e che stanno divorando le nostre campagne) dall’altro si ingrandiscono e si moltiplicano in modo parossistico centri commerciali e Store di ogni tipo che inseguono inutilmente il sogno di offrire al consumatore un luogo “fisico” in cui trovare tutto ciò di cui ha bisogno. Di questo fenomeno fanno le spese i territori (il Veneto è in testa alle classifiche come consumo di territorio e al quarto posto come e-commerce ), i piccoli commercianti ( sempre più rari e sempre più in difficoltà) e i cittadini/consumatori che da un lato si lamentano giustamente della colata di cemento che li sta sommergendo (non solo hub logistici e centri commerciali ma anche parcheggi sterminati, assolati e privi di alberi, strade e rotonde  su cui far circolare i corrieri) dall’altro sono essi stessi a provocarla alimentando il commercio “on line”, non sempre per libera scelta.